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SPI Luglio 2017

MAPPE DI SPI
SPI a 3 mesi - Luglio 2017 SPI a 6 mesi - Luglio 2017 SPI a 12 mesi - Luglio 2017










GRAFICI SU PLUVIOMETRIA E VOLUMI INVASI

Per il mese di luglio 2017, a corredo delle mappe di SPI affianchiamo anche alcuni grafici che sinteticamente mettono in evidenza alcuni dati che permettono una valutazione più articolata delle condizioni di siccità.
Il grafico delle precipitazioni medie regionali per il periodo ottobre-luglio, analizzate a partire dalla stagione 1964-1965, mostra come il deficit di apporti rispetto alla media sia relativamente contenuto, intorno al 10%, grazie al contributo di precipitazioni abbondanti occorse in particolare nei mesi di novembre e di gennaio. La forte disomogeneità territoriale di tali precipitazioni tende tuttavia ad attenuare la situazione di deficit reale, che risulta invece meglio
descritta dalle mappe di SPI.
Un migliore rappresentazione territoriale della pluviometria del periodo viene data dai grafici dove i dati sono aggregati per Zone di vigilanza meteo; si evidenzia qui che il deficit pluviometrico nel periodo supera il 20% sul settore nord-orientale tirrenico, sul settore ettentrionale e sull'area interna orientale (Bacino del fiume Simeto).
Il grafico della precipitazione media regionale per il periodo aprile-giugno mette in evidenza i bassi valori registrati in tale periodo, superiori tuttavia ai minimi storici assoluti.
Il grafico con l'analisi a livello mensile delle precipitazioni medie regionali mostra come gran parte delle precipitazioni nell'anno idrologico siano occorse nel periodo ottobre-gennaio, con quantitativi modesti e complessivamente inferiori ai valori normali nei mesi successivi.
Infine, il grafico dei volumi disponibili nel sistema degli invasi al 1 agosto mostra come, pur i presenza di un notevole calo di disponibilità complessiva, il sistema si trovi nel complesso ancora lontano dai livelli di annate critiche come il 2002 e sia in grado, pur con la necessità di una gestione oculata delle risorse idriche, di fronteggiare la domanda per il resto del periodo estivo, anche se l'incertezza sul decorso delle precipitazioni autunnali richiede di adottare regole di gestione in grado di garantire il mantenimento di volumi prudenziali, necessari per affrontare un eventuale prolungamento del periodo siccitoso.


Precipitazioni medie Precipitazioni medie Ott-Lug Precipitazioni medie Apr-Giu Precipitazioni medie ZVMVolumi invasati

















ANDAMENTO METEOROLOGICO DEL MESE DI LUGLIO 2017


Dopo la forte ondata di caldo torrido che ha caratterizzato la fine del mese di giugno, il mese di luglio è iniziato con una rapida discesa dei valori termici, a partire dal settore tirrenico, grazie al cambio di ventilazione associato alla formazione di un minimo depressionario sull'Italia centrale. Le correnti settentrionali, debolmente instabili, fino al giorno 4 hanno mantenuto i valori termici sotto i valori normali ed hanno prodotto nuvolosità e brevi piogge sparse, specie sul Messinese, cumulando tuttavia pochi mm. A partire dal 5 una nuova fase di alta pressione ha portato prolungato tempo stabile e soleggiato ed un progressivo aumento delle temperature, culminato in una nuova ondata di caldo torrido che tra il 10 e il 13 ha portato ripetutamente a picchi superiori a 40 °C. I prevalenti venti di Libeccio che hanno accompagnato l'avvezione calda hanno prodotto gli effetti più eclatanti il giorno 12, quando sulla costa orientale hanno sopraffatto l'azione mitigatrice delle brezze marine, producendo valori da record, come i 45,3 °C registrati a Siracusa della stazione dell'Osservatorio delle Acque, valore più elevato mai registrato in città nella lunga serie storica degli Annali idrologici. Valori ancora più elevati, superiori a 46 °C, sono stati registrati nell'entroterra, e tutte le aree interne del settore ionico meridionale sono state in ogni caso caratterizzate da valori superiori a 40 °C. Da segnalare i gravi incendi che di nuovo, in più parti, hanno accompagnato il caldo torrido. Di nuovo, dopo l'ondata di caldo, un cambio di circolazione, per la formazione di una depressione sull'Europa orientale, ha portato correnti settentrionali ed un progressivo calo termico, più graduale rispetto all'evento precedente, a partire dal settore tirrenico. Le correnti balcaniche hanno permesso alla coda di una perturbazione di raggiungere la Sicilia il giorno 16, quando le piogge hanno interessato buona parte dell'Isola e i temporali più intensi hanno colpito il settore ibleo, cumulando oltre 80 mm presso la stazione di Castelluccio (SR), valori tra 30 e 70 mm nell'entroterra ragusano, tra 10 e 40 mm sul settore tirrenico e su quello ionico. Altrove i fenomeni sono stati più deboli, cumulando raramente più di 10 mm, o del tutto assenti, come nel Trapanese. Una volta raggiunti, il 17, valori termici nettamente sotto le medie stagionali, ha preso l'avvio un nuovo periodo di stabilità, dapprima caratterizzato da ventilazione fresca settentrionale, poi, a partire dal 20, da una nuova espansione dell'anticiclone nordafricano. Ha preso così l'avvio l'ennesima ondata di caldo, che ha avuto il culmine, per il settore orientale, i giorni 22 e 23, con massime prossime ai 43 °C nelle aree interne, mentre il settore tirrenico ha visto i maggiori picchi, intorno a 41 °C, il giorno 24, quando il rinforzo delle correnti meridionali ha attivato venti di caduta. Anche in questo caso, gravi incendi hanno accompagnato l'avvezione calda. Il 25 l'arrivo di correnti di Maestrale ha riportato le temperature intorno alle medie, dapprima con un brusco calo termico, specie sul settore tirrenico, dove la debole instabilità associata ha prodotto il 26 qualche pioggia sul Messinese e isolati temporali nell'area dello Stretto di Messina ed a Cefalù, dove i cumulati hanno raggiunto i 20 mm. A fine mese, è infine ripresa gradualmente l'alta pressione con un progressivo aumento termico e con stabilità. In sintesi, del mese vanno messe in evidenza le due intense ondate ondate di caldo, importanti, oltre che per gli incendi associati, anche per gli elevati livelli di evapotraspirazione, che hanno sottoposto ad ulteriore stress le coltivazioni, già penalizzate dall'elevato deficit pluviometrico. Dal punto di vista delle precipitazioni, gli eventi registrati hanno alleviato localmente la siccità, senza tuttavia influire significativamente sui bilanci idrologici, come del resto è lecito attendersi in base alla climatologia di luglio. Si prolunga in ogni caso il periodo siccitoso, che vede ormai alcune zone dell'Isola, come la provincia di Trapani, senza una goccia di pioggia dal 4 aprile, e si aggravano gli indici di siccità a 3 mesi ed a 6 mesi, con il progressivo ampiamento delle aree interessate da siccità severa e moderata.
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