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SPI Novembre 2017
MAPPE DI SPI NOVEMBRE 2017
SPI a 3 mesi - NOVEMBRE 2017 SPI a 6 mesi - NOVEMBRE 2017 SPI a 12 mesi - NOVEMBRE 2017 SPI a 24 mesi - NOVEMBRE 2017



















GRAFICI SU PLUVIOMETRIA E VOLUMI INVASI - NOVEMBRE 2017



Precipitazioni medie Precipitazioni medie Ott-Sett Precipitazioni medie ott-sett Precipitazioni medie ZVM Volumi invasati al 1° NOVEMBRE Carta Pioggia





















ANDAMENTO METEOROLOGICO DEL MESE DI NOVEMBRE 2017


L'inizio del mese ha visto ancora moderata instabilità per l'influenza di una debole depressione in spostamento dal Tirreno allo Ionio che ha prodotto temporali e piogge sparse, significative solo in aree limitate, con accumuli che hanno sfiorato i 30 mm sul settore costiero ragusano e localmente nel Trapanese. Nonostante qualche residuo fenomeno, i giorni successivi sono stati caratterizzati da tempo via via più stabile grazie all'imporsi dell'alta pressione, che ha mantenuto temperature miti. A partire dal 6 una perturbazione atlantica ha di nuovo portato instabilità, insieme ad un temporaneo ma marcato calo termico. La perturbazione ha prodotto fenomeni diffusi e localmente intensi, proseguiti il 7, con accumuli diffusamente superiori a 10-20 mm, anche nelle aree interne, e punte oltre 50 mm nel Palermitano e nell'Agrigentino. L'unica area esclusa dalle piogge è stata l'estrema punta sud-orientale dell'Isola. Attenuata la fase perturbata, che tra l'8 e il 9 ha avuto limitati strascichi con fenomeni di scarsa rilevanza, la formazione di una nuova circolazione depressionaria in spostamento dal Tirreno verso lo Ionio ha prodotto il 10 e l'11 nuvolosità compatta e fenomeni intensi, talora a regime di nubifragio e accompagnati da grandine, sul settore meridionale, con accumuli che il 10 nel Ragusano hanno superato i 50 mm, con il massimo di 58 mm cumulati presso la stazione di Vittoria. Il richiamo di masse d'aria dal Nordafrica ha comunque mantenuto le temperature intorno alle medie del periodo. Una nuova fase temporalesca ha prodotto di nuovo piogge intense la mattina successiva su tutto il settore orientale, specie sul Siracusano, con accumuli che ad Augusta hanno raggiunto gli 80 mm e che altrove sono stati compresi mediamente tra i 15 e i 40 mm, con il Trapanese ed il Palermitano occidentale senza piogge. Dopo una sostanziale pausa nelle piogge il 12, un fronte perturbato dal 13 ha riportato instabilità e piogge, dapprima più significative sul settore occidentale anche se con quantitativi modesti, compresi in genere tra 10 e 20 mm. La formazione di un minimo depressionario sullo Stretto di Sicilia, nei giorni successivi, è transitato troppo a Sud e poi velocemente ad Est per causare fenomeni rilevanti, che nel frattempo si sono verificati invece in Grecia con alluvioni catastrofiche. Dapprima, tra 14 e 15 ha prodotto nuove precipitazioni sul settore meridionale e su quello ionico, anche se di entità piuttosto modesta e limitata alle fasce costiere. Con lo spostamento verso Est della depressione, tra il 16 e il 18 è stato il settore tirrenico ad essere interessato dai fenomeni, anche in questo caso in prevalenza sulla fascia costiera, con accumuli tra i 20 e i 50 mm e punte oltre 70 mm nel Messinese. La circolazione depressionaria ha continuato ad influenzare debolmente il settore tirrenico fino al 20 con accumuli via via più modesti e progressivamente limitati all'area dello Stretto di Messina. A partire dal 21 una fase di alta pressione ha portato stabilità ed assenza di piogge fino al 25, con temperature massime in rialzo ma forti escursioni termiche, che hanno fatto registrare minime di rilievo nei fondovalle, come i -2 °C registrati il 21 a Piazza Armerina .Con l'arrivo di correnti nordatlantiche il 26 è stato registrato di nuovo un brusco calo termico associato a forti venti settentrionali, con piogge e neve che anche il 27 hanno interessato il settore tirrenico ed il messinese ionico. I quantitativi sono stati poco significativi su Trapanese e Palermitano, più consistenti sui rilievi del Messinese, dove la neve è caduta sopra i 1300 m di quota e gli accumuli hanno superato localmente i 30 mm, con manto nevoso oltre i 10 cm di altezza. Una pausa di tempo stabile ha caratterizzato i giorni 28 e 29 con progressivo rialzo termico e forti venti meridionali per l'approssimarsi di una nuova saccatura. Il fronte freddo il 30 ha prodotto piogge solo sulla fascia costiera del settore tirrenico, con quantitativi generalmente compresi tra 5 e 20 mm, in un quadro di veloce cambiamento della ventilazione e di conseguente marcato calo termico. Nel complesso, un mese complessivamente piuttosto perturbato, tanto da far totalizzare ben 17 giorni piovosi a Messina, è stato tuttavia di nuovo molto avaro di precipitazioni nelle aree interne, dove non ha contribuito significativamente ad invertire la diminuzione dei volumi disponibili negli invasi, se si eccettuano quelli più occidentali e quelli del basso Nisseno, caratterizzati tuttavia da ridottissime capacità di accumulo. La tipologia degli eventi ha prodotto una marcata disomogeneità nella distribuzione spaziale delle piogge anche sulle fasce costiere, con i quantitativi maggiori, superiori a 170 mm, sui rilievi intorno alla città di Palermo e nelle aree del Messinese a ridosso dei maggiori rilievi dei Nebrodi. La maggior parte delle restanti aree costiere ha fatto registrare accumuli compresi tra 60 e 100 mm, mentre l'area meno piovosa, con accumuli inferiori a 40 mm, è stata la parte interna della Piana di Catania.


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