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SPI Febbraio 2018
MAPPE DI SPI FEBBRAIO 2018
SPI a 3 mesi - FEBBRAIO 2018 SPI a 6 mesi - FEBBRAIO 2018 SPI a 12 mesi - FEBBRAIO 2018 SPI a 24 mesi - FEBBRAIO 2018



















GRAFICI SU PLUVIOMETRIA E VOLUMI INVASI - FEBBRAIO 2018



Precipitazioni FEBBRAIO 2018 Precipitazioni ultimi 3 mesi Precipitazioni ultimi 6 mesi Precipitazioni ultimi 12 mesi Anomalia di pioggia: FEBBRAIO 2018 rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 3 mesi rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 6 mesi rispetto alla norma  Anomalia di pioggia: ultimi 12 mesi rispetto alla norma  Precipitazioni medie FEBBRAIO  Precipitazioni medie mensili ZVM %u2013 Precipitazione media FEBBRAIO 2018 rispetto alla norma  ZVM %u2013 Precipitazione ultimi 3 mesi rispetto alla norma ZVM %u2013 Precipitazione ultimi 6 mesi rispetto alla norma ZVM %u2013 Precipitazione ultimi 12 mesi rispetto alla norma










































ANDAMENTO METEOROLOGICO DEL MESE DI FEBBRAIO 2018


L'inizio del mese ha visto esaurirsi la prolungata fase di alta pressione e scarse piogge di fine gennaio. Una saccatura in avvicinamento dalla Penisola iberica ha dapprima attivato flussi meridionali con venti particolarmente forti e con un sensibile rialzo termico, attivando nel contempo sistemi instabili che già dalla sera del giorno 1 hanno interessato con fenomeni sparsi la Sicilia. Piogge sparse di entità modesta, per lo più compresa tra 5 e 15 mm, sono poi proseguite fino al giorno 3 con quota neve in rapida discesa sotto 2000 m sull'Etna per l'irruzione artica che ha iniziato a coinvolgere la Sicilia determinando un brusco calo termico, con una pausa nelle precipitazioni il giorno 4. La formazione di un vortice depressionario sul Mar di Sardegna ha determinato dalla sera del 5 un quadro fortemente perturbato caratterizzato dalla risalita di aria umida dal Nordafrica con la convergenza di correnti di Scirocco al suolo e di correnti fredde in quota che hanno permesso la mattina del 6 la formazione di sistemi temporaleschi stazionari responsabili di piogge abbondanti ed intense su tutto il Trapanese, con i maggiori accumuli nelle aree di Castelvetrano e di Mazara del Vallo, dove accumuli compresi tra 120 e 150 mm hanno determinato l'esondazione di torrenti e forti disagi nei centri urbani. L'intensità oraria dei fenomeni ha raggiunto i Nel pomeriggio fenomeni analoghi hanno caratterizzato tratti del settore ionico etneo e peloritano, dove sono stati registrati accumuli consistenti a Linguaglossa ed Antillo. A fine giornata tutta la provincia di Trapani poteva vantare accumuli superiori a 70 mm, e buoni quantitativi, superiori a 20 mm, sono stati registrati anche nelle parti occidentali di province di Agrigento e Palermo. Scarsi invece gli apporti nelle altre aree. Dopo una pausa con residui fenomeni di scarso rilievo, a partire dal 9 una nuova circolazione depressionaria si è gradualmente sviluppata nell'area dell'Isola di Malta progredendo lentamente verso Nord-Est, determinando su quasi tutto il territorio piogge diffuse, caratterizzate da bassa intensità a parte qualche locale fenomeno temporalesco. Dapprima è stato interessato il settore ionico, poi i fenomeni si sono estesi al settore settentrionale coinvolgendo meno persistentemente anche le aree centrali e meridionali. I fenomeni sono proseguiti con limitati strascichi sul settore settentrionale fino al giorno 11. Complessivamente sono caduti in media tra i 30 e i 60 mm sul settore ionico, tra i 20 e i 50 mm sul settore tirrenico, valori inferiori nelle aree interne e meridionali. Sono state registrate consistenti nevicate sul settore etneo, su Nebrodi e Madonie al di sopra dei 1300 m, con quota neve che è progressivamente scesa a 1000 m il giorno 10. Tra il 12 e il 15 correnti artiche di provenienza nordatlantica hanno dato vita a due nuove fasi perturbate, caratterizzate da piogge insistenti con brevi fenomeni temporaleschi sparsi sul settore tirrenico e da un progressivo abbassamento della quota neve, arrivata a 800 m il giorno 13 e scesa ulteriormente il 14, per poi risalire solo dopo il giorno 15 in corrispondenza della risalita di masse d'aria da Libeccio. I giorni 14 e 15 sono stati i più freddi del mese. La successiva fase di alta pressione, grazie alle notti serene con scarsa ventilazione, ha determinato diffusa inversione termica nelle pianure e nei fondovalle con minime ampiamente sotto le medie stagionali. A partire dal 18 una vasta area depressionaria sull'Europa centro-orientale ha iniziato a convogliare verso i Mediterraneo una serie di sistemi perturbati alternati a brevi fasi senza piogge. I fenomeni dei giorni 18 e 19 sono stati di scarso rilievo, dalla sera del 20 il passaggio veloce di un fronte ha portato piogge più diffuse anche se di entità limitata, compresa in genere tra i 5 e i 20 mm. Dopo una breve pausa di stabilità il 21, di nuovo dal 22 un flusso perturbato ha interessato l'Isola, producendo tra l'altro estese grandinate in provincia di Siracusa, proseguendo il 23, quando piogge insistenti hanno prodotto in estese parti del settore occidentale e in qualche area interna accumuli per lo più tra 20 e 40 mm. Localmente i fenomeni hanno avuto carattere temporalesco con intensità elevata, producendo esondazioni a Balestrate (PA). Il quadro è rimasto nel complesso instabile per l'influenza di una vasta area di bassa pressione associata a masse d'aria di origine siberiana scese a fine mese fin sull'Italia centrale, interessando in modo marginale la Sicilia per ciò che riguarda il calo termico, di 2-3 °C rispetto alla norma per le medie, più rilevante per le massime, e producendo una serie di fronti perturbati di provenienza nord-occidentale che hanno prodotto fenomeni frequenti specie sul settore tirrenico, con nevicate anche a quote poco superiori a 600 m s.l.m.. Complessivamente il mese, con un elevato numero di giorni piovosi, superiore a 20 in diverse aree della fascia tirrenica, ha permesso in buona parte dell'Isola un significativo recupero del deficit idrico accumulato a partire dal febbraio 2017. I quantitativi di pioggia caduti sul settore occidentale sono variati per lo più tra 150 e 250 mm, con punte oltre 350 mm sui rilevi alle spalle della città di Palermo. Questo si è tradotto in un notevole recupero di volumi disponibili nei principali invasi, pari nel periodo a oltre 40 milioni di metri cubi per i soli quattro invasi che forniscono acqua potabile a Palermo. Analoghi quantitativi sono stati registrati sul Messinese, con punte oltre 350 mm sul settore ionico peloritano, presso la stazione di Antillo, che ha registrato il massimo cumulato mensile, pari a 355,6 mm. Quantitativamente inferiori invece i cumulati nelle altre aree della regione, in particolare nelle Piane di Catania e di Lentini, dove localmente non sono stati raggiunti nemmeno i 50 mm totali. Sul settore orientale, oltre al versante ionico messinese, anche il settore nord-orientale dell'Etna ha fatto registrare accumuli di rilevo, tra cui si segnalano gli oltre 250 mm registrati dalla stazione di Linguaglossa. Le scarse precipitazioni nelle aree interne orientali non hanno permesso, contrariamente a quanto avvenuto sul settore occidentale, significativi recuperi nei volumi di invaso, rimasti a livelli critici specie per gli invasi Ogliastro e Pozzillo. Dal punto di vista termico, il mese è stato più freddo della media a causa delle irruzioni artiche occorse a partire dalla metà del mese.


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