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SPI Marzo 2018
MAPPE DI SPI MARZO 2018
SPI a 3 mesi - MARZO 2018 SPI a 6 mesi - MARZO 2018 SPI a 12 mesi - MARZO 2018 SPI a 24 mesi - MARZO 2018



















GRAFICI SU PLUVIOMETRIA E VOLUMI INVASI - MARZO 2018



Precipitazioni MARZO 2018 Precipitazioni ultimi 3 mesi Precipitazioni ultimi 6 mesi Precipitazioni ultimi 12 mesi Anomalia di pioggia: MARZO 2018 rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 3 mesi rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 6 mesi rispetto alla norma  Anomalia di pioggia: ultimi 12 mesi rispetto alla norma  Precipitazioni medie MARZO  Precipitazioni medie mensili ZVM %u2013 Precipitazione media MARZO 2018 rispetto alla norma  ZVM %u2013 Precipitazione ultimi 3 mesi rispetto alla norma ZVM %u2013 Precipitazione ultimi 6 mesi rispetto alla norma ZVM %u2013 Precipitazione ultimi 12 mesi rispetto alla norma










































ANDAMENTO METEOROLOGICO DEL MESE DI MARZO 2018


L'inizio del mese di marzo è stato segnato, dopo l'intenso freddo di fine febbraio, da un brusco rialzo termico, per l'influenza di una circolazione di bassa pressione sull'Europa occidentale che ha convogliato masse d'aria di origine nordafricana sull'Isola, spinte da intensi venti meridionali, di Scirocco sul versante ionico. Sui versanti peloritano ed etneo ionico sono state registrate precipitazioni orografiche anche fino a 30 mm, sconfinate con quantitativi molto limitati anche nelle aree interne orientali. Con la successiva rotazione dei venti da Ovest e con il conseguente forte innalzamento termico il giorno 2 sul settore orientale, dal giorno 3 deboli sistemi instabili di provenienza atlantica hanno prodotto prima deboli piovaschi sul settore tirrenico, poi piogge più significative e diffuse il 5, quando le temperature sono tornate sulle medie stagionali e le piogge nell'Ennese e nel Palermitano hanno superato i 10 mm con il massimo di 30 mm presso Diga Maganoce. La prosecuzione del flusso occidentale debolmente instabile ha prodotto tra il 7 e il 9 altre brevi piogge sparse, specie sul settore tirrenico occidentale, producendo di nuovo i maggiori quantitativi, superiori a 20 mm, nel Monrealese, dove sono comparse estese nebbie. La fase debolmente instabile si è esaurita completamente tra il 10 e il 12, quando l'espansione di un promontorio dal Nordafrica, accompagnata da venti meridionali sostenuti, ha portato tempo stabile con un netto rialzo termico, costituendo un vero e proprio anticipo di primavera. Sulle aree costiere tirreniche e ioniche sono state registrate localmente temperature superiori a 26 °C. La ripresa del flusso atlantico ha riportato le temperature nella norma a partire dal 13, in un quadro di prevalente stabilità con qualche breve precipitazione solo sul settore tirrenico il 14. Una nuova saccatura sull'Europa Occidentale ha attivato di nuovo correnti meridionali tra il 15 e il 16, con l'annesso aumento delle temperature, di nuovo più marcato sul settore tirrenico. Il successivo ripristino della circolazione occidentale ha determinato l'avvio di una fase decisamente più fredda, con limitata instabilità fino al 19, caratterizzata da brevi piogge sparse che hanno interessato per lo più il versante tirrenico. Il flusso freddo associato ad una nuova circolazione depressionaria sul Tirreno ha prodotto a partire dal 20 precipitazioni più diffuse e consistenti con quantitativi diffusamente tra 15 e 30 mm complessivi sul settore occidentale i giorni 20 e 21, quantitativi inferiori altrove. Lo spostamento verso Est del minimo depressionario ha permesso al flusso artico di investire direttamente la Sicilia i giorni dal 22 al 24, portando le temperature decisamente sotto le medie, con instabilità e nevicate su tutte le aree in quota, sopra gli 800 m sui rilievi tirrenici, su quote leggermente superiori altrove. Le piogge hanno interessato tutte le aree della regione con cumulate tra 10 e 30 mm, risultando tuttavia più consistenti sul settore tirrenico, con i cumulati massimi registrati alle isole Eolie, dove sono stati registrati in due giorni quantitativi tra i 70 e i 100 mm. Il quadro è rimasto instabile per la formazione di un minimo depressionario sul Mediterraneo occidentale in rapido spostamento verso Est, che il giorno 25 ha prodotto fenomeni temporaleschi in risalita da Sud-Ovest che hanno interessato in particolare il settore meridionale e quello ionico. I fenomeni hanno interessato in modo diffuso la regione con cumulate quasi ovunque comprese tra 10 e 25 mm e con punte oltre 60 mm nell'area di Sciacca. Sono state registrate locali grandinate specie sul settore sud-orientale, e si è verificata una potente tromba d'aria nell'area di Pachino, con notevoli danni alle strutture serricole. Nei giorni successivi un flusso debolmente instabile da Ponente ha prodotto ancora fenomeni sparsi, nel complesso poco significativi quantitativamente. La fine del mese è stata caratterizzata dall'innalzamento termico occorso a causa delle correnti di Libeccio attivate da una circolazione depressionaria sull'Europa Occidentale, in progressivo spostamento verso Est. In particolare, il giorno 30 sono state registrate le temperature più elevate del mese, con punte superiori a 29 °C sul settore orientale, mentre il 31 è iniziata una rapida discesa dei valori termici a causa della rotazione dei venti da Ponente e dell'avvicinarsi del flusso di aria fresca, che ha tuttavia prodotto solo nuvolosità innocua. In sintesi, il mese di marzo, al pari di febbraio, è stato complessivamente piuttosto generoso per le precipitazioni rispetto alle medie, in particolare sul settore tirrenico, che ha goduto quasi ovunque di quantitativi totali superiori a 80 mm, con punte oltre 150 mm. Le ripercussioni sul sistema degli invasi sono state significative soprattutto per gli impianti del Palermitano e del Trapanese, mentre di nuovo gli invasi che servono le pianure orientali hanno tratto beneficio limitato da quantitativi per lo più compresi tra 50 e 80 mm, andati in buona parte a compensare l'ancora elevato deficit idrico dei suoli.


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