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SPI MAGGIO 2018
MAPPE DI SPI MAGGIO 2018
SPI a 3 mesi - MAGGIO 2018 SPI a 6 mesi - MAGGIO 2018 SPI a 12 mesi - MAGGIO 2018 SPI a 24 mesi - MAGGIO 2018



















GRAFICI SU PLUVIOMETRIA E VOLUMI INVASI - MAGGIO 2018



Precipitazioni MAGGIO 2018 Precipitazioni ultimi 3 mesi Precipitazioni ultimi 6 mesi Precipitazioni ultimi 12 mesi Anomalia di pioggia: MAGGIO 2018 rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 3 mesi rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 6 mesi rispetto alla norma  Anomalia di pioggia: ultimi 12 mesi rispetto alla norma  Precipitazioni medie MAGGIO  Precipitazioni medie mensili ZVM %u2013 Precipitazione media MAGGIO 2018 rispetto alla norma  ZVM %u2013 Precipitazione ultimi 3 mesi rispetto alla norma ZVM %u2013 Precipitazione ultimi 6 mesi rispetto alla norma ZVM %u2013 Precipitazione ultimi 12 mesi rispetto alla norma










































ANDAMENTO METEOROLOGICO DEL MESE DI MAGGIO 2018


Il mese di maggio si è aperto con il rapido esaurimento della fase calda e asciutta che ha caratterizzato l'ultima parte del mese di aprile, a causa dell'avvicinamento di una saccatura che il giorno 1 ha attivato sostenuti venti di Scirocco. L'isolamento di un minimo depressionario sul Tirreno ha determinato i giorni 2 e 3 un brusco calo termico e tempo perturbato con piogge diffuse, più consistenti sulle aree interne del settore occidentale, dove gli accumuli sono stati per lo più compresi tra 20 e 50 mm con punte fino a 80 mm a Bisacquino (PA). I fenomeni sono stati accompagnati da forti venti, dapprima di Libeccio, poi di Ponente. In questa fase è stata particolarmente penalizzata la fascia costiera ionica con accumuli assenti o dell'ordine di pochi mm, più rilevanti sull'area sommitale dell'Etna dove la neve è caduta sopra quota 2200 m. Residui fenomeni sparsi sono stati registrati il 4, in prevalenza sui settori occidentale e tirrenico, poi il 5 sul settore orientale (tra cui temporali localizzati nella zona di Sortino, dove sono stati cumulati 27 mm), il 6 sui rilievi settentrionali e interni (21 mm registrati a Diga Fanaco). Nei giorni successivi la permanenza di una circolazione di bassa pressione sul Mediterraneo centrale ha interessato solo marginalmente la Sicilia, mantenendo temperature lievemente inferiori alla norma grazie a correnti di origine balcanica, con temporali isolati nelle aree interne il giorno 10, con accumuli localmente fino a 20 mm (Le Piane, Piazza Armerina) e assenza di fenomeni significativi i giorni successivi, quando le temperature sono state in graduale rialzo. Tra il 14 ed il 15 l'influenza di un minimo depressionario sul Mar Ligure, che ha convogliato sul settore Tirrenico masse d'aria fredda di origine artica, ha determinato un sensibile calo termico. La Sicilia è stata interessata marginalmente dall'instabilità associata con nuvolosità e deboli piogge sul settore orientale, dell'ordine di pochi mm, superiori in qualche caso ai 10 mm solo sui Peloritani. Nei giorni successivi, caratterizzati da nuvolosità irregolare, sono stati registrati fenomeni isolati di scarso rilievo in un quadro di ritorno a valori termici normali, con gli unici accumuli degni di nota nell'area di Misilmeri il giorno 18 (13 mm). La formazione di un nuovo minimo sul Tirreno ha determinato un quadro instabile i giorni 22 e 23 con attività temporalesca che ha interessato soprattutto il settore occidentale il 22, con accumuli localmente oltre 20 mm nel Palermitano, e la fascia costiera tirrenica del Messinese il 23. Il 24 è stata registrata una residua instabilità sull'area dello Stretto di Messina con isolati piovaschi sui Peloritani. Con l'affermazione dell'alta pressione i giorni successivi hanno visto insieme alla stabilità un graduale aumento termico che a partire dal 25 ha portato a superare stabilmente i 30 °C le massime di molte aree delle pianure interne, con medie giornaliere di 2-3 °C superiori alla norma. Nel complesso il mese si è caratterizzato per l'elevata disomogeneità della distribuzione delle precipitazioni, con porzioni significative delle aree interne di Palermitano e Agrigentino che hanno goduto di cumulate mensili superiori a 60 mm, più che doppie rispetto alla norma, mentre molte aree costiere ed interne orientali, con accumuli inferiori a 20 mm totali, hanno registrato valori al di sotto della norma. Il sistema degli invasi nel complesso non ha fatto registrare variazioni di rilevo, anche se localmente sono stati osservati lievi incrementi di livello in corrispondenza degli eventi temporaleschi di inizio mese. Si sottolinea, a questo proposito, che le variazioni di livello degli invasi Nicoletti ed Ogliastro sono indipendenti da eventi meteo e sono legate al trasferimento di volumi idrici dall'uno all'altro invaso.


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