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SPI AGOSTO 2018
MAPPE DI SPI AGOSTO 2018
SPI a 3 mesi - AGOSTO 2018 SPI a 6 mesi - AGOSTO 2018 SPI a 12 mesi - AGOSTO 2018 SPI a 24 mesi - AGOSTO 2018



















GRAFICI SU PLUVIOMETRIA E VOLUMI INVASI - AGOSTO 2018



Precipitazioni AGOSTO 2018 Precipitazioni ultimi 3 mesi Precipitazioni ultimi 6 mesi Precipitazioni ultimi 12 mesi Anomalia di pioggia: AGOSTO 2018 rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 3 mesi rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 6 mesi rispetto alla norma  Anomalia di pioggia: ultimi 12 mesi rispetto alla norma  Precipitazioni medie AGOSTO  Precipitazioni medie mensili ZVM %u2013 Precipitazione media AGOSTO 2018 rispetto alla norma  ZVM %u2013 Precipitazione ultimi 3 mesi rispetto alla norma ZVM %u2013 Precipitazione ultimi 6 mesi rispetto alla norma ZVM %u2013 Precipitazione ultimi 12 mesi rispetto alla norma










































ANDAMENTO METEOROLOGICO DEL MESE DI AGOSTO 2018 
Fin dalla prima decade il mese di agosto ha mostrato caratteristiche di eccezionalità, per la perdurante instabilità pomeridiana, legata al flusso di aria fresca in scorrimento dall'Europa orientale sul bordo destro di un poderoso cuneo di alta pressione sull'Europa occidentale. Non vi è stato pertanto giorno che non abbia visto precipitazioni. Dopo che si sono verificati temporali significativi già l'1, con il massimo di 40 mm registrati a Giarratana, poi il 2 con 34 mm a Bronte e il 3 con 42 mm a Canicattini Bagni, l'attività si è intensificata il 4, quando i fenomeni sono stati relativamente diffusi ed hanno permesso accumuli elevati in provincia di Enna, con il picco di 60 mm raggiunti a Nicosia SIAS e superiori a 30 mm in quasi tutta la provincia. Il 5 è stato il giorno con precipitazioni più diffuse e consistenti, che localmente hanno assunto il carattere di nubifragio, come in occasione dei 68 mm registrati a Mussomeli SIAS, dei 62 mm di Ponte Barca di Biancavilla, dei 60 mm di Sambuchi (PA) e dei 57 mm di Sortino. Il 6 l'attività convettiva si è lievemente ridimensionata, producendo comunque fenomeni in molte aree interne, con i massimi accumuli rilevati presso le stazioni di San Giuseppe Jato con 41 mm e Castelluccio (SR) con 36 mm. Tra il 7 e l'8 il flusso fresco è arrivato ad attivare un minimo depressionario secondario sul Mar Tirreno, che il 7 ha prodotto fenomeni sparsi nell'entroterra del Palermitano, con il massimo di 41 mm cumulati dalla stazione di Mezzojuso SIAS, e l'8 ha prodotto nuvolosità irregolare, a tratti compatta sul settore tirrenico, dove sono stati registrate brevi precipitazioni sparse, localmente intense, tra cui un nubifragio sulla città di Palermo con un accumulo di 26 mm. Il 9 è ripresa nelle aree interne un'attività convettiva sparsa più tipicamente estiva, con gli eventi più significativi rilevati dalle stazioni di Giarratana (45 mm), Roccamena (40 mm), Flascio a Ponte Flascio (37 mm) e San Giuseppe Jato (36 mm). Il 10, con il rialzo della pressione, tale attività si è quasi del tutto esaurita, producendo brevi fenomeni solo nell'area etnea. Nel quadro di un'alta pressione che ha riportato le temperature lievemente al di sopra delle medie, anche all'inizio della seconda decade si sono manifestati fenomeni convettivi più o meno intensi ogni giorno, con i cumulati massimi di 26 mm a Ponte Besaro il giorno 11, di 51 mm a Geracello Serbatoi il 12, di 24 mm a Cesarò Vignazza il 13, di 68 mm a Vicari Ponte San Giuseppe il 14. La stabilità è stata erosa in modo più significativo a partire dal giorno di Ferragosto, quando anche la Sicilia è stata toccata da una perturbazione attiva alle latitudini superiori, subendo un significativo calo termico, specie sul settore tirrenico, dove la nuvolosità e le precipitazioni hanno assunto a tratti carattere autunnale ed hanno interessato anche le aree costiere, con quantitativi significativi specie nel Messinese, dove sono stati registrati accumuli prossimi a 60 mm. Il 16 i fenomeni sono stati per lo più deboli e circoscritti a limitate eree interne, ma già il 17 l'instabilità pomeridiana ha ripreso a produrre rovesci intensi, dapprima sul settore ibleo, poi il 19 sulle aree interne dell'Ennese, con il cumulato massimo di 58 mm presso Nissoria. Il flusso nord-orientale attivo sul Mediterraneo centrale ha determinato la formazione di una circolazione depressionaria, così il giorno 20 è stato quello complessivamente con gli accumuli medi regionali più elevati grazie ai fenomeni temporaleschi diffusi, con ampie aree che hanno registrato quantitativi superiori a 40 mm ed il massimo di 79 mm registrato presso Gangi. Per effetto delle precipitazioni le massime sono state sensibilmente inferiori alle medie stagionali, tanto che solo nel Trapanese, interessato marginalmente dai fenomeni, hanno superato localmente i 30 °C. Il flusso fresco responsabile dell'instabilità ha mantenuto la sua attività anche nei giorni successivi, continuando a produrre fenomeni anche a carattere di nubifragio specie nelle aree interne, dove si segnalano amccumuli superiori a 60 mm a Mistretta e Pietraperzia il 21, a Sclafani Bagni SIAS e Xireni il 22, oltre 50 mm a Castellammare del Golfo, Agira e Francofonte il 23, giorno in cui i fenomeni hanno prodotto nubifragi e allagamenti anche sulla fascia tirrenica. È stato tuttavia il 24 che i fenomeni hanno raggiunto i massimi quantitativi giornalieri, permettendo di cumulare 96 mm a Naso e 88 mm a Ziriò Caserma Forestale, grazie a piogge non solo a tratti intense ma anche insolitamente prolungate per il periodo, che hanno prodotto sul Messinese tirrenico e sulle Isole Eolie esondazione di torrenti ed allagamenti in diversi centri abitati. A partire dal 25, quando localmente sono stati comunque registrati accumuli ancora notevoli, come i 55 mm di Messina SIAS, il rialzo della pressione ha permesso una netta attenuazione dei fenomeni, che sono tuttavia cessati del tutto solo il 28, primo giorno del mese di agosto completamente senza piogge sull'Isola, circostanza mai registrata prima negli annali. I giorni 26 e 27 con l'afflusso di correnti sostenute di Maestrale le temperature sono scese decisamente sotto le medie del periodo, con l'eccezione dell'area ionica sottovento rispetto all'Etna dove invece i venti di caduta hanno incrementato i valori termici. La pausa asciutta è stata comunque molto breve, dato che a fine mese di nuovo una modesta attività convettiva ha interessato il settore orientale, con accumuli fino a 40 mm il 30 a Cesarò Vignazza, in un quadro di temperature in rialzo ma sostanzialmente allineate alle medie del periodo. Nel complesso il mese è risultato del tutto eccezionale per l'abbondanza delle precipitazioni, che a livello regionale è stata la più alta mai registrata nel mese dall'avvio sistematico delle rilevazioni pluviometriche, quindi in circa un secolo. Nella maggior parte del territorio sono stati registrati accumuli tipici dei mesi autunnali, con un massimo di 250 mm registrati dalla stazione SIAS di Maletto in ben 20 giorni piovosi. Solo le aree costiere meridionali e buona parte del Trapanese sono rimaste quasi del tutto ai margini dei fenomeni con accumuli poco consistenti. Le temperature si sono contraddistinte per l'assenza di ondate di caldo torrido di elevata intensità e per l'assenza dei classici venti caldi associati all'espansione dell'anticiclone africano. Solo il giorno 1 sono stati toccati i 40 °C nelle aree di pianura più interne. Trovandosi infatti quasi permanentemente ad Est del promontorio nordafricano, hanno prevalso nettamente le correnti settentrionali rispetto a quelle meridionali. Indicativo di questo fenomeno è la massima assoluta registrata dalla stazione di Palermo Osservatorio delle Acque, ferma ai 34 °C registrati il giorno 2. La media delle massime a livello regionale è stata così vicina ai minimi storici assoluti, mentre la media delle minime è stata vicina alla norma, con la frequente afa serale che ha caratterizzato per buona parte del mese le aree costiere a causa dell'elevata umidità determinata anche dalle piogge. Dal punto di vista dell'approvvigionamento idrico, le piogge hanno permesso in molte aree una significativa riduzione dei prelievi per l'irrigazione, anche se i benefici per l'agricoltura sono stati spesso vanificati dalle ripercussioni negative che le piogge hanno determinato sulla qualità delle produzioni. Il sistema degli invasi ha beneficiato in alcuni casi di incrementi significativi delle disponibilità, nella maggior parte dei casi di una riduzione del decremento atteso nel periodo, ottenendo nel complesso, a fine mese, una disponibilità totale nettamente superiore a quella dello stesso periodo dello scorso anno.


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