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SPI Settembre 2018
MAPPE DI SPI SETTEMBRE 2018
SPI a 3 mesi - SETTEMBRE 2018 SPI a 6 mesi - SETTEMBRE 2018 SPI a 12 mesi - SETTEMBRE 2018 SPI a 24 mesi - SETTEMBRE 2018



















GRAFICI SU PLUVIOMETRIA E VOLUMI INVASI - SETTEMBRE 2018



Precipitazioni SETTEMBRE 2018 Precipitazioni ultimi 3 mesi Precipitazioni ultimi 6 mesi Precipitazioni ultimi 12 mesi Anomalia di pioggia: SETTEMBRE 2018 rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 3 mesi rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 6 mesi rispetto alla norma  Anomalia di pioggia: ultimi 12 mesi rispetto alla norma  Precipitazioni medie SETTEMBRE  Precipitazioni medie mensili ZVM 2013 Precipitazione media SETTEMBRE 2018 rispetto alla norma










































ANDAMENTO METEOROLOGICO DEL MESE DI SETTEMBRE 2018 
Il mese si è aperto con condizioni di stabilità e temperature sopra la norma ed in progressivo rialzo grazie all'alta pressione, solo a tratti erosa da un minimo depressionario attivo sull'Italia settentrionale, come avvenuto il giorno 2, che ha fatto registrare qualche rovescio sui Nebrodi. Il periodo ha avuto connotati tipicamente estivi raggiungendo i valori termici più elevati del mese il giorno 6, quando tuttavia correnti fresche atlantiche in quota hanno attivato fenomeni convettivi sparsi che hanno interessato i rilievi settentrionali e l'Etna, facendo registrare in particolare grandinate con gravi danni, a Petralia e a Gangi, per le dimensioni dei chicchi grandi come noci. La prevalenza di correnti atlantiche associate all'anticiclone delle Azzorre ha permesso nei giorni successivi un lieve calo termico pur con valori superiori alla norma che hanno prodotto spesso condizioni di afa. Il giorno 11/09 un'attività convettiva localizzata nel Ragusano, causata da correnti in quota dai Balcani, ha prodotto locali nubifragi accompagnati talora da grandine, che hanno coinvolto anche gli abitati di Ragusa, dove sono stati accumulati 32 mm, e Modica. Stabilità con completa assenza di nubi ha invece caratterizzato il giorno 12. Con la formazione di un debole minimo sul Tirreno, il 13 ha visto l'arrivo di sistemi nuvolosi, con associato lieve calo termico, ma con fenomeni sparsi solo sulla fascia tirrenica, dove l'evento più significativo è stato registrato a Capo D'Orlando con 37 mm di accumulo. Il giorno successivo i fenomeni convettivi sono risultati più estesi coinvolgendo in particolare Trapanese, Palermitano, Ennese e Siracusano, con il massimo accumulo registrato a San Cono (CT) con 46 mm. Sulla città di Palermo sono caduti 36 mm producendo gli effetti di un nubifragio, anche se l'intensità è rimasta nettamente sotto i 30 mm/h. Fino al 17 qualche fenomeno convettivo isolato non ha turbato significativamente una situazione di sostanziale stabilità, dal 18 invece il marcato indebolimento del campo di alta pressione, con la formazione di una circolazione ciclonica sul Tirreno, ha attivato sulla Sicilia nuovi fenomeni convettivi, dapprima più isolati il 18, più diffusi invece il 19, quando nubifragi hanno interessato diverse aree della regione con i fenomeni più consistenti registrati dalle stazioni di Mirabella Imbaccari con 98 mm e di Noto con 85 mm. L'attività convettiva si è rinforzata per la progressiva formazione di una circolazione depressionaria sul Tirreno producendo il 20 fenomeni in modo relativamente diffuso con un nubifragio di notevole entità alle porte di Paternò (99 mm totali) ed altri eventi locali significativi tra cui si segnalano i 71 mm registrati da Antillo SIAS ed un nubifragio nella zona Nord di Palermo al di fuori della portata della rete pluviometrica. Il 21 la perturbazione ha interessato più diffusamente il settore occidentale con l'accumulo massimo di 64 mm presso la stazione Trapani Fontanasalsa SIAS, mentre il 22, prima che la depressione si colmasse, la persistenza del flusso umido da Libeccio ha prodotto le precipitazioni più diffuse sull'Agrigentino, con il massimo di 46 mm registrati ad Aragona SIAS. Il subentro dell'alta pressione ha riportato tempo stabile e temperature sopra le medie tra il 23 e il 24, tuttavia già dal 25, con lo spostamento verso Ovest del centro di alta pressione, l'afflusso di correnti più fresche settentrionali ha prodotto una perturbazione che ha prodotto temporali e nubifragi sparsi, più diffusi sulle aree centro-settentrionali, dove gli accumuli hanno raggiunto il massimo di 76 mm a Caltavuturo. Le precipitazioni sono durate fino alle prime ore del 26, quando il calo termico è proseguito con un vero e proprio crollo delle temperature determinato dalle intense correnti settentrionali, che hanno portato le massime a non superare i 26 °C. Tra il 27 e il 28 sul flusso settentrionale freddo si è attivata una circolazione di bassa pressione tra lo Ionio e l'Egeo che si è gradualmente approfondita fino ad assumere caratteristiche prossime a quelle di un ciclone mediterraneo ("Medicane"), di intensità molto elevata, raggiunta in tempi recenti solo dall'evento del 2014. La distanza elevata dalla costa ionica ha impedito che si registrassero influenze significative sulle variabili atmosferiche, molto rilevante è stato invece l'effetto sul moto ondoso, caratterizzato da onde molto lunghe che, pur non di altezza elevata, hanno provocato, sul settore ionico e sulle coste meridionali del ragusano, potenti mareggiate spesso dannose per imbarcazioni e strutture turistiche. In realtà già dal 28 le temperature hanno fatto registrare un netto rialzo che ha consentito a fine mese un riallineamento ai valori medi stagionali. Le precipitazioni sono state quasi assenti, ad eccezione di un sistema instabile che il 27 ha attraversato parte dell'Agrigentino e del Palermitano producendo brevi piogge. In sintesi, il mese si è caratterizzato per un'attività convettiva frequente e spesso intensa, caratterizzata per lo più da eventi sparsi, con solo due episodi caratterizzati da fronti perturbati. La distribuzione delle piogge, concentrata sulle aree interne, è risultata così fortemente disomogenea, rendendo difficile anche una valutazione dell'impatto sul beneficio per il fabbisogno irriguo delle colture. Non sono stati raggiunti accumuli pluviometrici mensili particolarmente elevati, con il massimo di 132 mm totalizzati a Caltabellotta (AG), mentre aree piuttosto estese, localizzate soprattutto sulla fascia tirrenica e sulla fascia costiera meridionale, non hanno superato i 20 mm di accumulo. L'apporto di risorse idriche al sistema degli invasi è stato nel complesso modesto ma non trascurabile, come nel caso dell'Invaso Ogliastro, che grazie agli apporti ha potuto proseguire l'erogazione a scopo irriguo di volumi significativi senza esaurire del tutto le riserve, come era avvenuto invece nel 2017. Dal punto di vista delle temperature, è stato degno di nota il forte ma temporaneo calo termico che ha caratterizzato i giorni 26 e 27, mentre il resto del mese ha visto valori quasi sempre sopra le medie ma senza ondate di caldo torrido significative, anche perché, come nel mese di agosto, sono praticamente mancate del tutto le avvezioni calde dal Nordafrica.


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