Dati-> SPI Ottobre 2018
SPI Ottobre 2018
MAPPE DI SPI OTTOBRE 2018
SPI a 3 mesi - OTTOBRE  2018 SPI a 6 mesi - OTTOBRE  2018 SPI a 12 mesi - OTTOBRE  2018 SPI a 24 mesi - OTTOBRE  2018



















GRAFICI SU PLUVIOMETRIA E VOLUMI INVASI - OTTOBRE 2018



Precipitazioni OTTOBRE  2018 Precipitazioni ultimi 3 mesi Precipitazioni ultimi 6 mesi Precipitazioni ultimi 12 mesi Anomalia di pioggia: OTTOBRE  2018 rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 3 mesi rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 6 mesi rispetto alla norma  Anomalia di pioggia: ultimi 12 mesi rispetto alla norma  Precipitazioni medie OTTOBRE   Precipitazioni medie mensili ZVM %u2013 Precipitazione media OTTOBRE  2018 rispetto alla norma










































ANDAMENTO METEOROLOGICO DEL MESE DI OTTOBRE 2018 
Il mese si è aperto all'insegna dell'alta pressione, con assenza di piogge e temperature massime ormai riallineate alle medie del periodo dopo l'esaurimento del flusso settentrionale della precedente fase instabile. Già il giorno 2 tuttavia su un flusso atlantico settentrionale ha preso corpo una circolazione depressionaria a Sud della Sardegna che ha avviato un'intensa fase perturbata caratterizzata dalla formazione di temporali alimentati dal flusso umido dal Nordafrica. I fenomeni hanno interessato dapprima le fasce meridionale e ionica, con temporali diffusi sul settore ibleo, per poi estendersi il 3 a tutta l'Isola, con precipitazioni particolarmente abbondanti sul settore ionico, dove il massimo accumulo giornaliero è stato registrato dalla stazione di Sortino con 143 mm e dove un'ampia area del Siracusano ha cumulato valori superiori a 100 mm. Le precipitazioni hanno assunto localmente carattere di nubifragio, tra cui si segnalano quelli che hanno interessato le città di Siracusa, nel cui entroterra sono caduti 112 mm in 24 ore, e di Catania, dove l'intensità ha raggiunto 52 mm/h con un totale di 81 mm giornalieri, con conseguenti diffusi allagamenti nel centro urbano. Sull'area sommitale etnea le precipitazioni hanno assunto carattere nevoso sopra i 2900 m di quota. Il flusso perturbato ha proseguito la sua attività il giorno successivo, producendo nuovi temporali sul settore meridionale e sul settore ionico, accompagnati da vento molto forte, con un nuovo intenso nubifragio sulla città di Catania, questa volta quantitativamente inferiore a quello del giorno precedente ma dall'intensità di 53 mm in 20 minuti registrati dalla stazione Catania Osservatorio Meteo. Il giorno 5 lo spostamento verso Nord-Est del nucleo perturbato ha permesso un rialzo dei valori termici ed ha attenuato i fenomeni, superiori ai 10 mm solo sul settore sud-orientale, mentre il 6 è stato caratterizzato da condizioni di stabilità con la sola eccezione del Trapanese, lambito da un residuo sistema nuvoloso instabile accompagnato dalla formazione di trombe marine segnalate al largo della costa. Il 7 il quadro relativamente stabile instaurato di seguito, non ha impedito la formazione di isolati fenomeni convettivi in limitate aree interne, il più rilevante dei quali ha determinato l'accumulo di 54 mm nell'area di Calascibetta (EN). Un flusso in quota di origine balcanica ha favorito fenomeni analoghi il giorno 8 nel Ragusano, il 9 in diverse aree orientali, il 10 nel Palermitano. A partire dall'11 invece la Sicilia ha iniziato ad essere influenzata da una nuova circolazione depressionaria in formazione sul Mediterraneo occidentale, con limitate piogge sparse sulle aree interne orientali, mentre il 12, con lo spostamento verso Sud del centro di bassa pressione, la risalita di masse d'aria umida è stata accompagnata da diffusi fenomeni temporaleschi, localmente a carattere di nubifragio, con accumuli fino a 75 mm a ridosso dei rilievi orientali e allagamenti in diversi centri urbani, tra cui si segnalano quelli registrati ad Agrigento, Noto, Marsala e, nonostante accumuli non eccezionali compresi tra 30 e 40 mm, a Palermo. Il 13 il quadro si è mantenuto perturbato con nuove precipitazioni diffuse sul settore ionico, per lo più tra 10 e 25 mm, e con temperature massime in calo a causa della ventilazione orientale. Il 14 è stato caratterizzato da piogge diffuse, particolarmente persistenti sul settore orientale, in particolare sul settore orientale dell'Etna e dei Peloritani, dove l'effetto orografico ha prodotto accumuli molto ingenti, compresi tra 100 e 200 mm, con il massimo proprio di 200 mm registrati dalla stazione di Zafferana Etnea, mentre l'estremo settore occidentale non è stato coinvolto dalla perturbazione, ad eccezione della città di Palermo che, grazie all'effetto orografico, ha cumulato valori tra 50 e 60 mm. Localmente, sul settore orientale, le piogge hanno assunto carattere di nubifragio, specie nel Ragusano e nel Siracusano a ridosso degli Iblei. I fenomeni sono proseguiti senza soluzione di continuità fino al mattino del 15, permettendo l'accumulo di 300 mm totali nell'area sommitale dell'Etna in 72 ore. La breve pausa di stabilità del giorno 16, che ha permesso un riallineamento dei valori termici alle medie, è stata comunque caratterizzata dalla formazione di un nucleo di bassa pressione sulla Tunisia che ha prodotto piogge intense su Pantelleria cumulando 37 mm. Tale depressione il 17 ha interessato marginalmente il Trapanese, ma la maggior parte dell'Isola ha visto assenza di fenomeni, con l'eccezione del versante ionico compreso tra Etna e Peloritani dove precipitazioni orografiche originate dal vento di Levante hanno prodotto precipitazioni deboli ma persistenti cumulando fino a 33 mm ad Antillo. L'evoluzione dell'area di bassa pressione ha attivato dal 18 una nuova fase spiccatamente perturbata caratterizzata da correnti di Scirocco al suolo e da Sud-Ovest in quota, che dal pomeriggio ha iniziato a produrre linee temporalesche in risalita dallo Stretto di Sicilia e che hanno interessato progressivamente tutto il settore meridionale per estendersi nella notte in particolare alle aree interne centro-orientali. Qui il sistema a multicelle ha assunto a tratti carattere stazionario, producendo prolungate piogge intense in una vasta area tra la provincia di Siracusa e il Calatino. Qui sono caduti quantitativi compresi tra 100 e 200 mm in circa 4 ore, con l'intensità che ha raggiunto 90 mm/h presso la stazione SIAS in comune di Mineo, ubicata vicino all'abitato di Palagonia, dove in 24 ore sono stati totalizzati 234 mm. Si sono verificate gravi esondazioni dei fiumi Gornalunga e San Leonardo, oltre che di canali ed affluenti, con vaste aree della Piana di Catania allagate con gravi conseguenze per le produzioni agricole. Esauritisi i fenomeni associati alla circolazione depressionaria di origine nordafricana, il successivo periodo di stabilità ha avuto breve durata. Già il 21 la discesa di correnti di origine artiche ha avviato una nuova fase instabile, dapprima caratterizzata da isolati fenomeni convettivi pomeridiani, uno dei quali, col suo nucleo al di fuori della portata dei pluviometri, è stato responsabile di un intenso nubifragio a ridosso dell'abitato di Piazza Armerina, dove ha causato gravi danni. Sono stati registrati peraltro nuovi allagamenti nella Piana di Catania ancora in fase critica per il deflusso dei volumi accumulati i giorni precedenti, poi il 22 il fronte freddo ha causato un marcato calo termico da piogge diffuse specie sul settore settentrionale, con gli accumuli più consistenti nell'area intorno alla città di Messina, con accumuli tra 40 e 70 mm, e nell'area di Castellammare del Golfo, con accumuli di 60 mm circa. Sull'Etna è caduta neve fin sotto i 2300 m di quota. I fenomeni sono proseguiti anche il 23, accompagnati da forti venti di Grecale, sui settori tirrenico e occidentale, con isolate piogge anche sul settore sud-orientale. Gli accumuli maggiori, superiori a 50 mm, sono stati registrati ad Est della città di Palermo, dove un nubifragio sull'abitato di Bagheria, a di fuori della portata della rete pluviometrica, ha causato allagamenti nel centro urbano, che si sono ripetuti del resto anche nella parte meridionale della città di Palermo. Tra il 24 e il 27 l'alta pressione ha concesso finalmente un periodo di tempo stabile senza precipitazioni, con temperature superiori alle medie, dapprima mitigate da correnti atlantiche, poi, a partire dal 26, con l'instaurazione di correnti meridionali, spinte a livelli quasi estivi, con scarti rispetto alla media rilevanti soprattutto nei valori minimi nella notte tra 27 e 28. Già dalla sera del 27 la formazione di una nuova, vasta circolazione di bassa pressione centrata nei pressi della Sardegna, ha prodotto i primi fenomeni sul settore ionico, che si sono prolungati in modo più diffuso sul settore orientale il giorno 28. In particolare, un sistema temporalesco a multicelle ha assunto a lungo carattere stazionario sull'area a Sud della città di Messina, producendo accumuli molto rilevanti, di circa 150 mm, presso le stazioni di Santo Stefano di Briga a Caserma Forestale Ziriò, con un'intensità che ha sfiorato i 75 mm/h. Anche tale evento ha generato notevoli disagi e locali allagamenti. I fenomeni sono proseguiti il 29 interessando buona parte della Sicilia, accompagnati da intensi venti di Scirocco. L'indebolimento e lo spostamento verso Levante dell'area depressionaria hanno lasciato il 30 lo spazio ad una giornata di pausa soleggiata tra le perturbazioni, accompagnata però da un marcato calo termico causato dalle correnti di Libeccio alimentate dalle masse d'aria fredda associate ad una vasta saccatura sulla penisola Iberica. Già il 31 lo spostamento verso Est della saccatura ha dato origine ad una nuova fase intensamente perturbata, con piogge che di nuovo hanno interessato quasi tutto il territorio regionale e con i maggiori accumuli sul settore sud-orientale. In sintesi, il mese di ottobre si è aggiunto alla sequenza di mesi fortemente anomali per le precipitazioni di quest%u2019anno, aggiungendosi ai valori eccezionali dei mesi di giugno ed agosto e accentuando la differenza tra le condizioni di siccità che hanno caratterizzato gli ultimi due anni fino a maggio, e la seconda parte del 2018, che ha già fatto raggiungere valori cumulati annuali comunque superiori alla media climatica annuale. Nella serie storica dei mesi di ottobre, la media regionale degli accumuli non supera naturalmente i valori del 1951, ma bisogna comunque risalire fino al 1976 per trovare quantitativi superiori, costituendo così, quello del 2018, l'ottobre più piovoso dell'ultimo trentennio. Gli accumuli mensili hanno raggiunto i 500 mm nell%u2019area iblea ed in quella etnea, con buona parte del settore ionico che ha cumulato quantitativi superiori a 250 mm, mentre nel resto dell%u2019Isola hanno prevalso accumuli compresi tra 70 e 200 mm, con il minimo nell%u2019area compresa tra le provincie di Agrigento e di Trapani. Va evidenziata l'elevata frequenza di eventi a carattere di nubifragio o alluvionale, coincidenti quasi sempre con circolazioni cicloniche attive sul basso Mediterraneo. Dal punto di vista termico il mese non si è discostato significativamente dalle medie del periodo; se da un lato i prolungati periodi perturbati hanno mitigato le massime, al tempo stesso l'elevata frequenza di flussi meridionali ha limitato gli abbassamenti termici. Per ciò che riguarda la disponibilità di risorse idriche negli invasi, l'impatto delle piogge è stato contenuto, tenuto conto del fatto che i maggiori apporti pluviometrici si sono verificati in aree con limitata capacità di accumulo rispetto al complesso del sistema regionale degli invasi. Contrariamente allo scorso anno, quando il mese di ottobre registrò un ulteriore, preoccupante decremento dei volumi disponibili, il mese di ottobre ha comunque segnato una decisa inversione di tendenza, consentendo un incremento complessivo di 25 Mmc di risorse.


user
password