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SPI Novembre 2018
MAPPE DI SPI NOVEMBRE 2018
SPI a 3 mesi - NOVEMBRE  2018 SPI a 6 mesi - NOVEMBRE  2018 SPI a 12 mesi - NOVEMBRE  2018 SPI a 24 mesi - NOVEMBRE  2018



















GRAFICI SU PLUVIOMETRIA E VOLUMI INVASI - NOVEMBRE 2018



Precipitazioni NOVEMBRE  2018 Precipitazioni ultimi 3 mesi Precipitazioni ultimi 6 mesi Precipitazioni ultimi 12 mesi Anomalia di pioggia: NOVEMBRE  2018 rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 3 mesi rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 6 mesi rispetto alla norma  Anomalia di pioggia: ultimi 12 mesi rispetto alla norma  Precipitazioni medie NOVEMBRE   Precipitazioni medie mensili ZVM Precipitazione media NOVEMBRE  2018 rispetto alla norma










































ANDAMENTO METEOROLOGICO DEL MESE DI NOVEMBRE 2018 
Il mese di novembre si è aperto con l'intensificazione della fase perturbata già iniziata a fine ottobre per la formazione di un minimo depressionario sul Nordafrica, che ha lasciato poi spazio all'avanzare verso Est di una saccatura atlantica; questa gradualmente è andata evolvendo in una vasta circolazione depressionaria che ha stazionato più giorni sull'Isola. Tale fase è stata caratterizzata da forti venti al suolo in prevalenza di Scirocco e dalla risalita da Sud di sistemi temporaleschi che a tratti hanno assunto caratteristiche di semistazionarietà, producendo piogge non solo intense e a carattere di nubifragio, ma anche molto abbondanti, tanto da produrre gravi fenomeni alluvionali. Le temperature in tale fase hanno subito un marcato rialzo, soprattutto nei valori minimi, nettamente sopra le medie del periodo. Il giorno 1, che ha visto piogge su tutto il territorio regionale, gli accumuli più rilevanti sono stati registrati in una vasta fascia compresa tra la parte occidentale della provincia di Agrigento, la parte orientale della provincia di Trapani e il Palermitano, con accumuli compresi tra 40 e 80 mm e intensità orarie localmente superiori a 30 mm/h, che hanno prodotto locali allagamenti, anche nell'abitato di Palermo, e piene di non particolare intensità. Altra area con accumuli significativi, compresi tra 40 e 70 mm, è stata la fascia ionica compresa tra i Peloritani e il settore nord-orientale etneo. Un quadro analogo si è riproposto il giorno 2 con accumuli ed intensità ancora più elevati, su Agrigentino e Palermitano compresi tra 40 e 90 mm, anche superiori sul versante ionico settentrionale con il massimo di 123 mm registrati a Francavilla di Sicilia. Sono state invece per lo più scarse o assenti le piogge sul settore sud-orientale. Allagamenti, esondazioni di torrenti, colate di fango e altri fenomeni di dissesto si sono moltiplicati nelle aree interessate dai fenomeni più intensi, caratterizzate da suoli ormai più che saturi. La prosecuzione dei fenomeni il giorno 3, quasi senza soluzione di continuità, nelle stesse aree già interessate da fenomeni violenti, ha determinato condizioni di emergenza in una parte significativa del settore occidentale. La risalita nel pomeriggio di una linea temporalesca in debole movimento verso Nord-Est ha provocato piene rilevanti in tutti i bacini dell'Agrigentino e del Palermitano centro-occidentale, con alluvioni che non solo hanno prodotto danni rilevanti ad agricoltura ed infrastrutture, ma hanno causato anche un ingente perdita di vite umane, di cui nove solo nel bacino del Fiume Milicia, dove la stazione di Tumminia ha totalizzato 86,2 mm, di cui 58 mm in una sola ora. Gli accumuli più rilevanti del giorno 3 sono stati comunque rilevati nell'Agrigentino, dove in una vasta area sono stati compresi tra 80 e 130 mm, con il massimo registrato a Ribera (AG) con138 mm. Degni di nota anche gli allagamenti di nuovo nei centri urbani di Palermo e di Agrigento nella parte a valle. I deflussi dei primi tre giorni del mese nonchè quelli successivi hanno naturalmente apportato ingenti volumi negli invasi, basti pensare che presso la Diga Rosamarina, uno degli invasi caratterizzato gli scorsi mesi dai deficit più elevati rispetto alla capacità di accumulo, il volume disponibile è aumentato di ben 35 milioni di mc in soli tre giorni. Altri invasi hanno invece dovuto rilasciare i volumi in eccesso avendo già raggiunto i livelli massimi autorizzati. Il giorno 4 il fronte perturbato in allontanamento verso Est ha lasciato spazio a cielo sereno sui settori occidentale e meridionale, mentre ha prodotto residui fenomeni sul settore orientale, di una certa rilevanza sull'area dello Stretto di Messina dove gli accumuli hanno superato localmente i 70 mm. Tra il 5 e il 9 una fase di alta pressione ha prodotto tempo stabile ed assenza di fenomeni significativi, con un netto calo delle temperature a causa della ripresa dell'irraggiamento notturno. Solo il giorno 7 la coda di una perturbazione atlantica in rapido passaggio ha prodotto qualche sporadica pioggia sul Messinese. Dalla sera del 9, la formazione di un minimo depressionario sulla Tunisia ha prodotto nuova instablità con attività inizialmente sul Trapanese, dove una linea temporalesca ha stazionato a lungo, fino alla mattina del 10, sull'asse Nord-Sud da Mazara del Vallo fino alla costa Tirrenica. Oltre che intense, le precipitazioni sono state abbondanti, con accumuli compresi tra 50 e 107 mm (massimo accumulo registrato dalla stazione di Mazara del Vallo) in una vasta fascia della provincia. Il fiume Mazaro è esondato producendo danni all'abitato ed al porto di Mazara del Vallo. Il 10 le precipitazioni hanno interessato poi con quantitativi più modesti il settore meridionale e quello ionico, esaurendosi alle prime ore del giorno 11 sul settore orientale dell'Etna, dove sono stati totalizzati a fine evento circa 65 mm presso la stazione di Zafferana. Mentre su quasi tutta l'Isola ha preso l'avvio un periodo con prevalenza di cielo sereno fino al 15, con associato rialzo termico, residua instabilità ha interessato ancora il settore ionico centrale il giorno 12 per l'afflusso di sistemi nuvolosi da Levante con piogge sparse di scarsa rilevanza. Col cedimento dell'alta pressione, il 16, l'afflusso di correnti fresche orientali ha avviato una nuova fase perturbata, con associato calo termico, che ha interessato inizialmente con fenomeni deboli i settori sud-orientale e ionico, poi nel pomeriggio ha visto l'intensificarsi delle piogge sul settore orientale etneo, assumendo carattere di nubifragio sulla città di Catania, dove è stata registrata anche una forte grandinata. L'intensità oraria ha toccato 46,6 mm, di cui 28,6 caduti in soli 10 minuti. Tra gli accumuli giornalieri più rilevanti, da segnalare quelli registrati a Cavagrande con 132 mm ed a Catania con 109 mm. L'area depressionaria in spostamento verso l'Europa centrale ha continuato ad interessare marginalmente la Sicilia, così che il giorno17 è stato caratterizzato da instabilità e precipitazioni sparse sul settore tirrenico e nell'area iblea, mentre il 18 qualche piovasco ha interessato solo l'area intorno alla città di Palermo. Il 19 e il 20 sono stati caratterizzati da intensi venti meridionali, in progressiva rotazione da Libeccio, che hanno causato un deciso aumento delle temperature, soprattutto nei valori minimi, e da deboli fenomeni sparsi, solo localmente a carattere di rovescio. I giorni dal 21 e 23 sono stati caratterizzati da tempo per lo più stabile, ad eccezione di qualche isolato fenomeno nell'area dello Stretto di Messina. A partire dal 24 invece una saccatura atlantica in avvicinamento ha progressivamente coinvolto in modo sempre più intenso la Sicilia, producendo un forte calo termico proseguito fino agli ultimi giorni del mese, che hanno avuto spiccate caratteristiche invernali. Dapprima, il 25, il fronte in avvicinamento ha attivato venti sostenuti di Scirocco con formazione di precipitazioni orografiche a ridosso dei Peloritani, dove gli accumuli hanno superato i 100 mm, con conseguente esondazione di torrenti a Sud della città di Messina. La quota neve si è mantenuta elevata permettendo deboli nevicate solo sopra i 2300 m di altitudine. Il 26 è stato caratterizzato da venti sostenuti di Libeccio e da piogge a carattere sparso, mentre i giorni 27 e 28, con l'arrivo del fronte atlantico e la rotazione dei venti da Maestrale e da Ponente, a tratti molto forti o di burrasca, piogge insistenti hanno interessato soprattutto la fascia tirrenica, con accumuli per lo più compresi tra 30 e 100 mm, che a il 28 Palermo hanno superato i 50 mm con i conseguenti abituali disagi. La quota neve si è notevolmente abbassata producendo accumuli già sopra 1500 m di altitudine, con quantitativi significativi sui Nebrodi, meno sul settore etneo. La fine del mese è stata caratterizzata dall'esaurimento dei fenomeni con residua nuvolosità sparsa e lieve ripresa delle temperature massime, che si sono riallineate alla media del periodo, mentre le minime si sono mantenute inferiori per effetto delle pronunciate inversioni termiche notturne. In sintesi, anche il mese di novembre si è mostrato molto generoso per le precipitazioni, anche se il settore sud-orientale ha beneficiato di quantitativi per lo più tra i 40 e gli 80 mm, nettamente inferiori a quelli registrati snelle altre aree, tanto che su parte della Piana di Catania i totali sono stati inferiori alla norma. Sui settori occidentale e tirrenico, dove localmente sono state registrate punte vicine ai 300 mm, gli accumuli invece sono stati spesso anche del 200% superiori alla norma. Notevoli le ripercussioni sul sistema degli invasi, specie sul settore occidentale, dove molti invasi hanno dovuto rilasciare i volumi in eccesso rispetto alla massima quota autorizzata e dove l'invaso Rosamarina in pochi giorni ha colmato gran parte del deficit accumulato nel precedente periodo siccitoso. Le temperature mensili sono state nel complesso vicine alle medie stagionali, con fasi più fredde che hanno bilanciato le fasi più calde, senza particolari anomalie termiche nè per le massime nè per le minime.


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