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SPI Dicembre 2018
MAPPE DI SPI DICEMBRE 2018
SPI a 3 mesi - DICEMBRE  2018 SPI a 6 mesi - DICEMBRE  2018 SPI a 12 mesi - DICEMBRE  2018 SPI a 24 mesi - DICEMBRE  2018



















GRAFICI SU PLUVIOMETRIA E VOLUMI INVASI - DICEMBRE 2018



Precipitazioni DICEMBRE 2018 Precipitazioni ultimi 3 mesi Precipitazioni ultimi 6 mesi Precipitazioni ultimi 12 mesi Anomalia di pioggia: NOVEMBRE  2018 rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 3 mesi rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 6 mesi rispetto alla norma  Anomalia di pioggia: ultimi 12 mesi rispetto alla norma  Precipitazioni medie NOVEMBRE   Precipitazioni medie mensili ZVM Precipitazione media Novembre  2018 rispetto alla norma










































ANDAMENTO METEOROLOGICO DEL MESE DI DICEMBRE 2018

Dopo la breve pausa stabile di fine novembre, dicembre è iniziato con una nuova perturbazione, causata da una circolazione di bassa pressione formatasi tra Sicilia e Sardegna per l'evoluzione di una saccatura atlantica. Il flusso umido in arrivo da Sud-Ovest il giorno 1 ha prodotto piogge per lo più di limitata intensità soprattutto sul settore meridionale con quantitativi fino a 30 mm, inferiori a 10 mm sul settore ionico, dove sull'Etna la neve è caduta sopra i 1900 m in quantitativi molto limitati. Il 2 residui fenomeni hanno interessatoinvece la provincia di Siracusa e la fascia costiera tirrenica con quantitativi modesti.

Già il giorno 3, con lo spostamento del minimo verso Est e l'ingresso di correnti atlantiche più stabili, i fenomeni sono cessati, con la sola eccezione del settore dello Stretto di Messina, che ha visto residue piogge proseguite a tratti anche i giorni 4 e 5. Nonostante la nuvolosità ch a tratti ha interessato il settore tirrenico, il prevalente soleggiamento ha consentito un sensibile aumento termico nelle ore diurne, con massime sopra le medie.

La formazione di una debole depressione sul Tirreno ha prodotto temporanea instabilità sul settore occidentale con piogge a partire dalla sera del 6, esauritesi rapidamente il 7 con fenomeni sparsi poco rilevanti che hanno interessato i rilievi orientali per effetto delle correnti di Levante attivate dallo spostamento del minimo barico sullo Stretto di Sicilia. Dopo una fase di limitata nuvolosità con fenomeni isolati, a partire dal 9 la formazione di una saccatura sulla penisola balcanica ha prodotto un flusso di intensi venti di Maestrale con conseguente graduale calo termico. Il flusso è stato accompagnato solo a tratti da sistemi nuvolosi instabili, che hanno prodotto qualche pioggia sul settore tirrenico il 10 e l'11.

Una volta esaurita la fase dominata dal Maestrale, il 12 una debole depressione sul Mediterraneo centrale ha prodotto piogge di scarsa entità specie sui settori occidentale e meridionale, con fenomeni localmente un po' più consistenti il 13 e il 14, quando gli accumuli nel Ragusano hanno superato i 40 mm. Le correnti di Libeccio e poi di Scirocco, a tratti sostenute, hanno permesso un temporaneo rialzo termico prima di una nuova rotazione dei venti da Maestrale il 15, quando una depressione sullo Ionio ha favorito la discesa di correnti fredde ed instabili dai Balcani. Il passaggio del fronte associato ha così interessato il settore settentrionale con accumuli anche oltre 40 mm e quota neve che si è gradualmente abbassata fin sotto quota 1400 m. Sul settore ionico messinese sono state registrate locali intense grandinate.

Una breve pausa stabile ha caratterizzato il 16, mentre il 17 una vasta depressione sulla penisola italiana ha interessato di nuovo il settore tirrenico con il passaggio di un fronte perturbato che ha prodotto accumuli significativi sul Messinese, localmente superiori ai 40 mm. La circolazione settentrionale si è mantenuta attiva anche il 18 favorendo un progressivo calo termico e nuove precipitazioni orografiche sul settore tirrenico, anche se di minore entità rispetto al giorno precedente, con quota neve scesa ulteriormente fino a 1200 m.

A partire dal 19, giorno caratterizzato da forti inversioni termiche a causa della ridotta ventilazione e del cielo sereno, l'aumento della pressione ha favorito condizioni prolungate di stabilità insieme ad un progressivo rialzo termico nei valori massimi, proseguito fino alla Vigilia di Natale. Il giorno 25 invece, l'avvicinamento di una saccatura in progressione verso la penisola ellenica ha attivato un forte flusso settentrionale, che ha determinato un marcato calo termico ed ha causato piogge di entità modesta sul Messinese per il veloce passaggio di un fronte perturbato, che ha prodotto neve sui rilievi al di sopra dei 1100 m.

Già dal 26, tuttavia, la progressione verso Est dell'alta pressione nordafricana ha riportato durevoli condizioni di stabilità ed un ritorno delle massime alla norma del periodo, mentre le minime sono rimaste nettamente sotto la norma a causa delle pronunciate escursioni termiche notturne.

Il periodo di stabilità si è interrotto per l'anomala estensione dell'area di alta pressione alle alte latitudini sull Europa occidentale, favorendo così flussi settentrionali sul Mediterraneo centrale. La fine dell'anno è stata così caratterizzata da correnti fredde da Maestrale e Tramontana e dal passaggio di un fronte perturbato che il 30 ha prodotto precipitazioni soprattutto su Messinese e Palermitano, con limitati fenomeni anche nelle aree interne e quota neve in progressivo abbassamento, fino a 1000 m il 30, scesa ulteriormente fino a 800 m il 31. Gli accumuli maggiori sono stati registrati il 30 nell'area dello Stretto di Messina, con valori oltre 50 mm, mentre il 31 sono proseguite piogge a carattere sparso su buona parte dell'Isola con accumuli scarsi, localmente fino a 15 mm.

Dopo due mesi di piogge molto abbondanti, il mese di dicembre ha quindi costituito sostanzialmente una pausa per buona parte del territorio regionale, con l'eccezione sel settore tirrenico, del Messinese soprattutto, favorito dalla prevalente provenienza settentrionale delle perturbazioni, dove gli accumuli sono stati in linea con le medie del periodo e con un numero di giorni piovosi superiore a 10. Gli accumuli totali hanno raggiunto massimi compresi tra 100 e 150 mm in alcune aree della provincia di Messina. Buona parte dell'Isola ha registrato incece accumuli nettamente inferiori alle medie, con le aree più deficitarie localizzate nelle pianure interne orientali e su parte della fascia meridionale, dove gli accumuli talora non hanno superato i 20 mm. Le temperature non hanno fatto registrare anomalie degne di nota, con la media delle massime in prevalenza sopra la norma, compensata da minime in prevalenza inferiori alla norma per effetto delle frequenti inversioni termiche.

Le piogge hanno havuto un impatto limitato sul sistema degli invasi, anche se proprio gli eventi occorsi sui rilievi settentrionali hanno consentito un buon recupero di volumi sugli invasi Pozzillo ed Ancipa


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