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SPI Gennaio 2019
MAPPE DI SPI GENNAIO 2019
SPI a 3 mesi - GENNAIO 2019 SPI a 6 mesi - GENNAIO 2019 SPI a 12 mesi - GENNAIO 2019 SPI a 24 mesi - GENNAIO 2019



















GRAFICI SU PLUVIOMETRIA E VOLUMI INVASI - GENNAIO 2019

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Precipitazioni Gennaio 2019 Precipitazioni ultimi 3 mesi Precipitazioni ultimi 6 mesi Precipitazioni ultimi 12 mesi Anomalia di pioggia: Gennaio 2019 rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 3 mesi rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 6 mesi rispetto alla norma  Anomalia di pioggia: ultimi 12 mesi rispetto alla norma  Precipitazioni medie Gennaio  Precipitazioni medie mensili ZVM Precipitazione media Gennaio 2019 rispetto alla norma










































ANDAMENTO METEOROLOGICO DEL MESE DI GENNAIO 2019

All'inizio dell'anno la situazione meteorologica è stata caratterizzata da residui fenomeni sparsi sui rilievi centro-settentrionali, causati dal flusso freddo ed instabile di fine 2018, in un quadro di tempo comunque stabile sulla maggior parte del territorio regionale. Il 2 fenomeni un po' più consistenti si sono verificati nel Messinese, con accumuli fino a 20 mm. A partire dal 3 l'arrivo di una nuova, più potente, avvezione fredda di origine siberiana, ha dato origine alla fase probabilmente più fredda dell'anno, che ha avuto il suo culmine il giorno 4, quando le nevicate, iniziate già il giorno precedente sopra quota 500-600 m, hanno interessato progressivamente quote sempre più basse fino ad interessare il livello del mare su buona parte della fascia tirrenica, compresa la città di Palermo imbiancata da neve tonda. Accumuli nevosi hanno interessato tutti i rilievi e buona parte delle aree interne, anche se gli accumuli maggiori sono stati registrati sulle Madonie, dove il manto nevoso ha raggiunto 80 cm di altezza.

Le temperature sono state quasi ovunque inferiori alla norma dei valori estremi annuali, sia per le massime, che solo in poche aree della fascia meridionale hanno superato i 10 °C, sia per le minime, che sulla costa tirrenica si sono avvicinate a 0 °C anche a livello del mare. In alta quota, sull'Etna a 1875 m, le minime hanno toccato i-11,8 °C. Il 5 le minime sono ulteriormente diminuite pur in assenza di fenomeni vistosi di inversione termica, raggiungendo nel settore centro-meridionale, in particolare nell'area tra le province di Caltanissetta e di Ragusa, valori vicini ai minimi storici assoluti, tra cui possiamo citare i -7,3 °C della stazione di Piazza Armerina, i -4,6 °C di Gela, i -2,5 °C di Mazzarino.

Tra il 6 e il 7 le temperature sono gradualmente risalite per l'esaurimento della colata fredda e il suo spostamento verso Est, mantenendo un flusso instabile sul Messinese, interessato da piogge sparse. Il giorno 8 è stato caratterizzato dalla rotazione dei venti da Libeccio, con sistemi nuvolosi che hanno prodotto deboli fenomeni sul settore meridionale, per effetto della discesa sull'Algeria di nuclei d'aria fredda di origine scandinava, primi segni di una nuova, potente avvezione fredda nei giorni successivi. Inizialmente, il giorno 9, quando l'instabilità si è accentuata producendo piogge diffuse sui settori occidentale e meridionale, le minime hanno registrato un repentino rialzo a causa della ventilazione sud-occidentale. Gli accumuli maggiori sono stati registrati sui rilievi a ridosso della città di Palermo, dove hanno superato localmente i 40 mm. Con lo spostamento verso Sud-Est della circolazione depressionaria centrata inizialmente sul Tirreno, il 10 è stato registrato un nuovo netto calo termico associato a precipitazioni che hanno interessato quasi esclusivamente il settore tirrenico e che hanno assunto carattere nevoso sopra i 600 m di quota. Anche le giornate dell'11 e del 12 hanno visto fenomeni quantitativamente piuttosto limitati che hanno interessato sia il settore ionico che quello tirrenico, dove sono state segnalate anche grandinate. Accumuli nevosi sono stati registrati localmente anche sopra quota 400 m su Messinese, Palermitano e rilievi interni.

L'attenuazione dei venti insieme al cielo sereno hanno determinato il 13 mattina forti abbassamenti termici, permettendo poi alle massime di risalire grazie ad un più mite flusso atlantico. Il 14 il passaggio di una debole perturbazione ha causato nuvolosità e precipitazioni di scarsa consistenza, localmente significative solo sul settore tirrenico.  I giorni 15 e 16 sono stati caratterizzati da prevalenza di cielo sereno con significativi abbassamenti termici notturni (-5,2 °C presso Piazza Armerina) dopo residui brevi fenomeni solo sul Messinese il 15 mattina.

Il 17 la risalita dallo Stretto di Sicilia di un sistema nuvoloso instabile ha prodotto piogge sparse sul settore meridionale. Nei giorni successivi, in un quadro di temperature riallineate ai valori medi del periodo, grazie alla prevalenza di deboli correnti meridionali, la collocazione della Sicilia sul margine dell'area di alta pressione ha permesso il manifestarsi a tratti di deboli piogge sparse.

A partire dal 21 una circolazione depressionaria, formatasi sul Mediterraneo occidentale in seguito all'afflusso di aria di origine artica, ha rinforzato le correnti meridionali ed ha prodotto una perturbazione che ha investito l'Isola a partire dal settore sud-occidentale e che si è esaurita nel corso del giorno 22. Tutta l'Isola è stata interessata da piogge per lo più deboli ed intermittenti, tuttavia fenomeni temporaleschi anche intensi hanno interessato aree interne dell'Agrigentino, del Palermitano, dell'Ennese e del Catanese, arrivando a cumulare localmente quantitativi oltre 40 mm. La quota neve si è innalzata sensibilmente, portandosi sopra 1700 m s.l.m.

Dal pomeriggio del 23 invece la Sicilia ha iniziato ad essere interessata dall'instabilità prodotta da una nuova, vasta depressione centrata sulla Sardegna, che nei giorni successivi è andata evolvendosi in ciclone mediterraneo. Nel quadro di una progressiva diminuzione delle temperature, correnti fredde di Libeccio e di Ponente hanno portato ripetutamente sistemi perturbati che fino al 24 hanno prodotto piogge diffuse soprattutto sui settori occidentale e centro-meridionale, dove gli accumuli sono stati compresi per lo più tra 10 e 30 mm, con punte intorno a 50 mm sui rilievi alle spalle di Palermo.

La quota neve il 24 si è gradualmente abbassata fino a 800 m, scendendo ulteriormente il 25.

Il 25 il centro di bassa pressione si è spostato verso Sud-Est, determinando la rotazione delle correnti in prevalenza dai quadranti settentrionali. Le precipitazioni si sono così concentrate sul settore centro-settentrionale, con consistenti accumuli nevosi sulle Madonie ed in minore misura sui Nebrodi sopra i 700 m di quota. Il 26 ha visto il progressivo esaurimento della fase perturbata con ridotti accumuli pluviometrici sul settore tirrenico.

La pressione in aumento e la rotazione dei venti dai quadranti meridionali hanno consentito il giorno 27 alle temperature massime di tornare su livelli prossimi alla norma in una pausa di stabilità, tuttavia già il 28 la ripresa di flussi settentrionali ha determinato un nuovo calo termico portando qualche pioggia sul Trapanese, estendendo poi il 29 i fenomeni, a carattere sparso e intermittente, a tutto il settore ionico e a quello tirrenico, dove sono state segnalate anche grandinate, con accumuli inferiori a 20 mm.

Anche i giorni 30 e 31 la Sicilia ha continuato ad essere interessata debolmente dalla vasta circolazione depressionaria attiva sull'Italia centrale, facendo registrare piogge sparse, più significative nell'area dello Stretto di Messina. Con la rotazione dei venti da Libeccio associata al progressivo imporsi di un'area di alta pressione, la fine del mese ha visto l'avvio di un sensibile rialzo termico.

Complessivamente il mese di gennaio è stato un mese molto freddo con una instabilità piuttosto spiccata sul settore tirrenico, dove il numero di giorni piovosi è stato elevatissimo, compreso tra 19 e 26 giorni, e dove gli accumuli pluviometrici sono stati in genere superiori alle medie del periodo, arrivando a superare i 200 mm sui monti del Palermitano alle spalle del capoluogo. Le precipitazioni sono state decisamente più scarse sul settore sud-orientale, dove ampie aree hanno visto accumuli comprese tra 20 e 50 mm, molto inferiori alle medie del periodo.

L'impatto delle piogge sugli invasi è stato contenuto vista la limitata capacità residua di accumulo, consentendo comunque significativi apporti negli invasi ancora deficitari rispetto al volume massimo autorizzato, tra cui si segnalano gli incrementi degli invasi Poma, Pozzillo ed Ancipa.


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