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SPI Febbraio 2019
MAPPE DI SPI FEBBRAIO 2019
SPI a 3 mesi - FEBBRAIO 2019 SPI a 6 mesi - FEBBRAIO 2019 SPI a 12 mesi - FEBBRAIO 2019 SPI a 24 mesi - FEBBRAIO 2019



















GRAFICI SU PLUVIOMETRIA E VOLUMI INVASI - FEBBRAIO 2019



Precipitazioni Febbraio 2019 Precipitazioni ultimi 3 mesi Precipitazioni ultimi 6 mesi Precipitazioni ultimi 12 mesi Anomalia di pioggia: FEBBRAIO 2019 rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 3 mesi rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 6 mesi rispetto alla norma  Anomalia di pioggia: ultimi 12 mesi rispetto alla norma  Precipitazioni medie Febbraio  Precipitazioni medie mensili ZVM %u2013 Precipitazione media Febbraio 2019 rispetto alla norma  ZVM %u2013 Precipitazione ultimi 3 mesi rispetto alla norma ZVM %u2013 Precipitazione ultimi 6 mesi rispetto alla norma ZVM %u2013 Precipitazione ultimi 12 mesi rispetto alla norma










































ANDAMENTO METEOROLOGICO DEL MESE DI FEBBRAIO 2019
L'inizio del mese é stato caratterizzato da una fase di alta pressione con associate correnti meridionali attivate da una saccatura in approfondimento sulla penisola iberica, che i giorni 1 e 2 hanno spinto le massime localmente oltre i 20 °C, in particolare sulla fascia tirrenica dove sono stati raggiunti 25,6 °C presso la stazione di Cefalù. Il giorno 3 la progressiva diminuzione della pressione, causata dall'arretramento dell'anticiclone, ha permesso ad un sistema nuvoloso in risalita dal Nordafrica di produrre brevi piogge sul Trapanese, con il resto dell'Isola ancora in condizioni di relativa stabilità ma con le temperature in netto calo per l'afflusso di masse d'aria non più originate dal Nordafrica bensì associate alla circolazione sul Mediterraneo orientale. Lo spostamento di tale circolazione verso Levante ha dato presto luogo alla formazione di una circolazione depressionaria il cui centro, transitando a Sud della Sicilia, ha prodotto una fase intensamente perturbata caratterizzata dall'afflusso di masse d'aria umida da Scirocco. Abbondanti precipitazioni hanno così interessato il 4 i rilievi orientali, in particolare le aree tra l'Etna e i Peloritani, dove le piogge insistenti hanno prodotto accumuli compresi tra 40 e 90 mm, con il massimo di 92 mm registrati presso la stazione di Alcantara ad Alcantara. Gli accumuli sono stati significativi, grazie agli apporti da Grecale, anche su vaste aree del settore tirrenico, dove gli accumuli sono stati compresi per lo più tra 20 e 50 mm. La quota neve, inizialmente intorno a 1000 m, ha subito un innalzamento che ha permesso accumuli nevosi solo sopra i 1300 m di quota, in ogni caso molto abbondanti sul settore Etneo così come sui rilievi maggiori di Nebrodi e Madonie. Il 5 i fenomeni sono proseguiti con maggiore intensità sul settore Sud-orientale, producendo accumuli molto rilevanti sul settore ibleo, dove la stazione Anapo a San Nicola ha registrato un totale giornaliero di 120 mm, che rende ragione dell'esondazione del fiume occorsa in un tratto a valle. Le precipitazioni hanno in ogni caso interessato, con quantitativi variabili per lo più tra 10 e 40 mm, buona parte del territorio regionale, risultando del tutto assenti sono su parte del Trapanese e dell'Agrigentino. Il 6 i fenomeni sono completamente cessati, anche se dalla serata qualche residuo disturbo ha prodotto isolati fenomeni sul settore orientale poi esauritisi nelle prime ore del giorno 7. L'espansione dell'area di alta pressione sul Nordafrica ha permesso tra l'8 e il 10 un progressivo aumento delle massime, significativamente al di sopra delle medie del periodo, arrivando infine l'11 a superare i 20 °C sulla fascia costiera ionica per effetto del vento di Ponente. Di contro, negli stessi giorni le minime sono state piuttosto basse per effetto delle pronunciate escursioni termiche notturne, cessate l'11 per effetto della ventilazione sostenuta. A partire dal 12 la Sicilia è stata investita da un nuovo flusso artico di origine scandinava accompagnato da forti venti settentrionali, caratterizzato dall'assenza di veri e propri fronti perturbati. La moderata instabilità associata ha dato così luogo a precipitazioni sparse e intermittenti sul settore tirrenico, a tratti con brevi temporali e grandine, con accumuli modesti, per lo più inferiori a 10 mm. La quota neve si è notevolmente abbassata, scendendo localmente sotto i 700 m, ma con quantitativi in genere molto limitati. Le temperature hanno subito un autentico crollo, specie sul settore nord-orientale, dove in poco più di 24 ore il calo delle massime è stato di 8-9 °C, producendo la giornata più fredda del mese in quanto alle massime. Con l'attenuazione di venti, i giorni 14 e 15 hanno permesso il ritorno delle temperature ai livelli medi del periodo grazie al soleggiamento ed all'alta pressione, anche se la sera del 15 ha visto il settore orientale interessato fino alla mattina successiva dal passaggio di un veloce fronte, attivato dalla vasta area di bassa pressione centrata sulla Grecia, che ha prodotto piogge con temporali sparsi, neve sopra i 700 m di quota e accumuli localmente oltre 20 mm. La stabilità successiva si è caratterizzata per inversioni termiche notturne di una certa intensità, che hanno prodotto di nuovo gelate nei fondovalle, con valori notevoli come i -4,9 °C registrati il 17 dalla stazione di Piazza Armerina. Dopo una prolungata fase stabile, lo sviluppo di un vasto promontorio sull'Europa occidentale, in estensione addirittura fino quasi alla penisola scandinava, ha favorito l'afflusso di masse d'aria artica dai Balcani, arrivate ad interessare la Sicilia il 23 e provocando un crollo delle temperature, anche se di breve durata. Sulla saccatura protesa sul Mediterraneo centro-orientale si è formata una circolazione depressionaria che ha prodotto venti particolarmente violenti, con la produzione di forti mareggiate dalle conseguenze anche tragiche, lungo tutta la costa ionica, che hanno espresso la massima intensità sul settore sud-orientale, dove sono state registrate diffusamente raffiche oltre i 100 km/h, e localmente, nell'area di Palazzolo Acreide, fino a 126 km/h. I sistemi perturbati associati alla colata artica hanno determinato una rapida diminuzione della quota neve, che sul settore tirrenico è arrivata a tratti a produrre fiocchi vicino alla costa, mentre accumuli nevosi sono stati registrati al di sopra dei 400 m, con incrementi significativi del manto nevoso soprattutto sui Nebrodi. Già nella serata del 23 tuttavia la quota neve si è portata sensibilmente più in alto, oltre i 1000 m di quota. Sul settore ionico i sistemi perturbati hanno stazionato spesso al largo della costa, interessando invece in modo più consistente il Siracusano, con precipitazioni a tratti temporalesche che tra 23 e 24 hanno cumulato fino a 50 mm. Sul settore ibleo la quota neve è scesa a tratti sotto i 400 m, con buoni accumuli sopra gli 800 m. I fenomeni si sono rapidamente attenuati il giorno 25, quando tuttavia residui sistemi instabili hanno ancora provocato piogge sparse sui settori tirrenico e ionico e sul Ragusano producendo di nuovo brevi nevicate sui rilievi settentrionali sopra quota 700-800 m. Il mese si è concluso con condizioni di piena stabilità, grazie al campo di alta pressione proteso verso il centro-nord della penisola, fino al 28 in grado di ostacolare l'influenza del campo di pressione inferiore attivo più a Levante. Nel complesso possiamo osservare come anche il mese di febbraio, così come era avvenuto per gennaio, ha fatto registrare una spiccata disomogeneità territoriale nella distribuzione delle precipitazioni, consentendo un recupero sui deficit che avevano caratterizzato gli accumuli precedenti sui settori orientale e centrale, questa volta superiori o almeno prossimi alle medie del periodo. I massimi accumuli mensili sono stati registrati a ridosso degli Iblei nel Siracusano, con il massimo di 177 mm registrato presso la stazione Anapo a San Nicola. Spiccano anche gli accumuli mensili ridotti, per lo più compresi tra 10 e 30 mm, registrati su Agrigentino e Trapanese in particolare, dove tuttavia i mesi precedenti avevano consentito accumuli nella norma se non superiori. Riguardo alla dotazione degli invasi, va infine osservato come i deflussi abbiano consentito di incrementare ulteriormente i volumi negli invasi ancora deficitari, migliorando ulteriormente le prospettive per la stagione irrigua anche per le aree centro-orientali.

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