Dati-> SPI Marzo 2019
SPI Marzo 2019
MAPPE DI SPI MARZO 2019
SPI a 3 mesi  MARZO 2019SPI a 3 mesi  MARZO 2019 SPI a 6 mesi  MARZO 2019 SPI a 12 mesi  MARZO 2019 SPI a 24 mesi MARZO 2019



















GRAFICI SU PLUVIOMETRIA E VOLUMI INVASI - MARZO 2019



Precipitazioni MARZO 2019 Precipitazioni ultimi 3 mesi Precipitazioni ultimi 6 mesi Precipitazioni ultimi 12 mesi Anomalia di pioggia: MARZO 2019 rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 3 mesi rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 6 mesi rispetto alla norma  Anomalia di pioggia: ultimi 12 mesi rispetto alla norma  Precipitazioni medie MARZO  Precipitazioni medie mensili ZVM Precipitazione media MARZO 2019 rispetto alla norma  ZVM Precipitazione ultimi 3 mesi rispetto alla norma ZVM Precipitazione ultimi 6 mesi rispetto alla norma ZVM Precipitazione ultimi 12 mesi rispetto alla norma










































ANDAMENTO METEOROLOGICO DEL MESE DI MARZO 2019
Il mese di marzo, iniziato per la Sicilia sotto l'influenza dell'alta pressione sull'Europa centro-occidentale, ha visto presto un aumento dell'influenza delle aree a più bassa pressione presenti sul Mediterraneo orientale, permettendo il giorno 2 la formazione transitoria di una circolazione depressionaria sullo Ionio che ha prodotto precipitazioni quasi esclusivamente sul Messinese e sui rilievi nord-orientali, con accumuli non oltre 20 mm raggiunti solo su ristrette aree dei Peloritani. Il giorno 3 le infiltrazioni di aria fresca balcanica hanno prodotto un lieve calo termico ed hanno prodotto piogge a carattere sparso, che hanno interessato soprattutto il settore occidentale con quantitativi limitati, ad eccezione di alcune ristrette aree, interessate da fenomeni convettivi brevi ma intensi, che hanno prodotto accumuli localmente più significativi, fino a 25 mm. Con l'esaurimento dei flussi settentrionali, a partire dal 4 l'area di alta pressione si è estesa in modo più stabile sull'Isola determinando un progressivo aumento delle temperature, particolarmente marcato sui settori tirrenico e ionico nei giorni 5 e 6 grazie a correnti in prevalenza da Sud-ovest che hanno portato le massime diffusamente sopra i 20 °C, con punte oltre 25 °C. Tale condizione si è ripetuta anche i giorni successivi, con i rialzi del giorno 7 più pronunciati sul versante tirrenico come effetti dei venti di caduta, quelli dei giorni 8 e 9 più sensibili nelle aree interne, meno influenzate dalle brezze della costa. L'assenza di ventilazione il giorno 9 ha prodotto nebbie sulla costa tirrenica, arrivando a causare disagi alla navigazione aerea. Fino al 10 l'alta pressione ha mantenuto quindi sulla Sicilia condizioni primaverili, con totale assenza di precipitazioni e, solo a tratti, debole nuvolosità per transito di nubi stratificate. La sera dell'11 una potente irruzione artica, spinta da venti di Maestrale, poi di Tramontana, a tratti di burrasca, ha portato un rapidissimo calo termico che ha mantenuto fino al 14 temperature da pieno inverno. Il calo per le massime è stato tale da far registrare tra l'11 e il 12 differenze localmente anche di 13 °C tra un giorno e il successivo. La perturbazione originata dal fronte artico ha prodotto fenomeni il 12 soprattutto sui rilievi orientali, dove piogge, grandinate e nevicate sono state più prolungate, producendo accumuli fino a 30 mm, mentre fenomeni più ridotti e intermittenti hanno interessato le coste e le aree interne a quota più bassa. La quota neve si è in ogni caso abbassata a tratti fin sotto 700 m di altitudine, con accumuli nevosi molto variabili a causa dell'effetto del vento forte. I venti hanno raggiunto valori di raffica localmente tra i più elevati degli ultimi 10 anni, come nel caso della stazione di Fiumedinisi (ME), sui Peloritani, dove sono stati toccati 151 km/h. Dopo una pausa dei fenomeni il giorno 13, il 14 di nuovo un impulso perturbato ha investito in modo più consistente i rilievi orientali, dove sono stati registrati accumuli fino a 25 mm, con quota neve in leggera risalita ma ancora localmente con deboli accumuli fin sotto gli 800 m di quota. Dopo che il 15 residui fenomeni di scarsa consistenza hanno interessato il settore tirrenico, a partire dal 16 l'imporsi dell'alta pressione ha mantenuto condizioni di tempo stabile e soleggiato con un sensibile rialzo delle temperature, nettamente sopra le medie climatiche per ciò che riguarda le massime. A partire dal 19 la discesa sul Mar di Sardegna di un flusso di aria fredda ha determinato la formazione di un'area di bassa pressione in approfondimento verso lo Stretto di Sicilia, provocando inizialmente un progressivo annuvolamento con piovaschi sparsi. La fase perturbata ha portato con sè un netto calo delle temperature massime, inferiori alle medie del periodo, ma anche un aumento delle minime alle quote medio basse per l'assenza di inversione termica. Il 20 i sistemi nuvolosi in risalita da Sud, più decisamente instabili, hanno portato piogge diffuse sulle aree centro-occidentali, consentendo accumuli compresi quasi ovunque tra 10 e 30 mm, inferiori o nulli invece sul settore ionico e sul Trapanese. Il 20 è stato caratterizzato anche dall'imporsi di una forte ventilazione di Levante sul settore ionico, che ha progressivamente investito tutta la Sicilia rinforzandosi il giorno successivo con raffiche localmente oltre 80 km/h. Il 21 tale flusso orientale ha prodotto solo deboli piogge orografiche per lo più sul settore ionico, in particolare nell'area etnea, dalla serata tuttavia la formazione di un fronte temporalesco lungo la costa meridionale ha prodotto precipitazioni a tratti intense sui settore occidentale e meridionale, producendo accumuli significativi, fino a 45 mm, nell'Agrigentino e nell'area dei Monti Sicani. I fenomeni si sono esauriti già nella prima parte della giornata del 22, tranne residue piogge nell'area dei Monti Sicani. Dal 23 al 26 una fase di alta pressione ha portato ad un sensibile rialzo delle massime, con punte oltre 24 °C nel Siracusano, mentre le minime sono scese sotto la norma per effetto delle inversioni termiche notturne. La discesa dalla Scandinavia di un nucleo di aria artica ha attivato nel frattempo una circolazione depressionaria sul Tirreno, che ha interessato la Sicilia a partire dal 27 comportando un brusco calo delle massime, associata ad una ventilazione di Libeccio sul settore meridionale, in successiva rotazione da Grecale per lo spostamento verso Sud-Est del centro di bassa pressione. La perturbazione associata ha prodotto fenomeni diffusi anche se deboli e intermittenti, risultando invece più persistenti e a tratti di media intensità sulla fascia costiera tirrenica, sull'Agrigentino occidentale e nell'area tra Etna e Peloritani. Gli accumuli solo localmente, in particolare nei pressi della città di Palermo, sono arrivati a superare i 30 mm, mentre localmente sono arrivati a livelli modesti. L'ultima fase della perturbazione, caratterizzata dalle correnti di Grecale, ha visto il 28 i fenomeni limitarsi al settore tirrenico, con punte di nuovo oltre i 30 mm localizzate sui rilievi di Nebrodi e Madonie, dove la neve è caduta sopra i 1200 m di quota. A partire dal 29, con il definitivo spostamento verso Est della circolazione di bassa pressione, si è imposto sull'Isola tempo stabile accompagnato da un ritorno delle temperature a valori intorno alla norma. Nel complesso, il mese si è caratterizzato per precipitazioni piuttosto modeste, quasi ovunque inferiori alla norma, con l'eccezione di alcune aree fra Agrigentino e Palermitano, dove localmente gli accumuli hanno superato i 100 mm, mentre buona parte del settore tirrenico è risultato nella norma. Decisamente scarsi invece i valori sul settore sud-orientale, specie sulla fascia ionica, dove gli accumuli talora non hanno superato i 10 mm, comportando condizioni di moderata siccità per i seminativi. Tale quadro di precipitazioni nel complesso non ha modificato in modo significativo la dotazione delle riserve degli invasi, che hanno per lo più mantenuto gli elevati livelli raggiunti in precedenza.

user
password