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SPI Aprile 2019
MAPPE DI SPI APRILE 2019
SPI a 3 mesi  APRILE 2019SPI a 3 mesi  APRILE 2019 SPI a 6 mesi  APRILE 2019 SPI a 12 mesi  APRILE 2019 SPI a 24 mesi APRILE 2019



















GRAFICI SU PLUVIOMETRIA E VOLUMI INVASI - APRILE 2019



Precipitazioni APRILE 2019 Precipitazioni ultimi 3 mesi Precipitazioni ultimi 6 mesi Precipitazioni ultimi 12 mesi Anomalia di pioggia: APRILE 2019 rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 3 mesi rispetto alla norma Anomalia di pioggia: ultimi 6 mesi rispetto alla norma  Anomalia di pioggia: ultimi 12 mesi rispetto alla norma  Precipitazioni medie APRILE  Precipitazioni medie mensili ZVM Precipitazione media APRILE 2019 rispetto alla norma  ZVM Precipitazione ultimi 3 mesi rispetto alla norma ZVM Precipitazione ultimi 6 mesi rispetto alla norma ZVM Precipitazione ultimi 12 mesi rispetto alla norma










































ANDAMENTO METEOROLOGICO DEL MESE DI APRILE 2019
Dopo la fase di cielo sereno di fine marzo, l'inizio di aprile si è aperto con temperature intorno alla norma e con un aumento della nuvolosità per il transito irregolare di nubi alte e stratificate dal Nordafrica, per lo più innocue, anche se qualche addensamento più consistente ha provocato i giorni 2 e 3 isolati piovaschi, specie sulle aree interne e occidentali. La vasta circolazione depressionaria attiva sull'Europa occidentale, responsabile dei flussi dal Nordafrica dei giorni precedenti, il 4 ha determinato l'arrivo di un fronte atlantico da Sud-Ovest che ha portato piogge diffuse a partire dal settore occidentale, in rapida estensione a tutta l'Isola, con la ventilazione che sullo Ionio si è disposta da Scirocco, provocando così piogge orografiche con accumuli molto consistenti tra il settore orientale dell'Etna e i Peloritani. Localmente i valori totali hanno superato i 90 mm, nonostante l'intensità non particolarmente elevata. Sono stati elevati anche gli accumuli sui rilievi centro-meridionali investiti dalle correnti umide di Libeccio, arrivando così a valori anche oltre 40 mm a ridosso dei Monti Sicani. La fase perturbata è proseguita con piogge per lo più deboli il 5 durante il graduale spostamento verso Levante di un nucleo secondario di bassa pressione, interessando in modo più significativo il settore Ibleo, dove sono stati registrati in prevalenza accumuli compresi tra 25 e 45 mm, con piogge scarse o assenti sul settore occidentale e su parte dell'Ennese. Una residua instabilità ha prodotto di nuovo alcuni fenomeni nei giorni successivi sul settore orientale, ancora influenzato dalla depressione spostatasi sul Mar Egeo, mentre tra il 7 e l'8 il fenomeno saliente è stato il passaggio di un debole fronte atlantico che ha determinato un lieve calo termico, apportando però solo locali piogge, per lo più di scarsa consistenza. Le correnti atlantiche hanno continuato a portare fino all'11 nuvolosità irregolare con piogge sparse ed accumuli giornalieri ridotti, raramente superiori a 10 mm. Il 12 una depressione in rafforzamento sul Tirreno ha determinato fenomeni più diffusi e consistenti grazie al richiamo umido da Libeccio, con accumuli che hanno raggiunto i 30 mm nell'Agrigentino e che sono stati assenti solo sul settore sud-orientale. Tale circolazione, spostandosi verso Sud-Est, ha continuato ad interessare l'Isola nei giorni successivi, mantenendo un quadro debolmente perturbato con temperature in calo, inferiori alle medie, ed accumuli per lo più modesti, con l'eccezione di 53 mm registrati sull'Isola di Salina il 14. Il calo termico ha portato progressivamente la quota neve a scendere fino a 1200 m, anche se con accumuli nevosi modesti. Lo spostamento verso Est della depressione ed il suo progressivo colmamento hanno portato all'esaurimento dei fenomeni nel corso della mattinata del 15, giorno che ha visto diffusamente brevi piogge sparse, n prevalenza inferiori a 10 mm, con quantitativi localmente superiori, ma non oltre 20 mm, solo sul settore tirrenico. L'aumento della pressione ha permesso il riallineamento delle temperature ai valori medi stagionali, senza però significativi rialzi termici nella fase di relativa stabilità che ha caratterizzato il periodo tra il 16 e il 20, mantenuto fresco dalla rotazione delle correnti dai quadranti settentrionali. I giorni 16 e 17 hanno si sono in realtà verificati residui fenomeni, per lo più a carattere di piovasco sparso, per il transito di sistemi debolmente instabili. L'approfondimento di una circolazione di bassa pressione sull'Africa settentrionale, formatasi in seguito alla discesa di una colata artica sulla penisola iberica, ha determinato tra i giorni 21 e 22 una fase dominata da nuvolosità in risalita e da venti di burrasca e burrasca forte di Scirocco, a tratti di eccezionale violenza, tanto da far registrare localmente i valori di raffica più elevati dal 2002. Le aree più coinvolte sono state dapprima il Trapanese, poi, con il lento spostamento verso Sud del centro di bassa pressione, tutto il settore tirrenico, con i fenomeni più violenti tra Peloritani e Nebrodi. In particolare vanno segnalate raffiche di 154 km/h registrate dalla stazione SIAS di Novara di Sicilia, mentre valori superiori a 90 km/h sono stati registrati in modo relativamente diffuso nelle aree più esposte dei rilievi settentrionali e della fascia tirrenica. Mentre il settore ionico, pur con elevati valori termici a 850 hPa, ha mantenuto temperature massime inferiori alle medie stagionali a causa della relativamente bassa temperatura del mare, sul settore tirrenico i venti di caduta hanno spinto le massime localmente oltre 30 °C, toccando 31,1 °C il giorno 22 presso la stazione di Partinico. Le correnti provenienti dall'entroterra algerino hanno spinto sulla Sicilia masse imponenti di pulviscolo sahariano che hanno letteralmente offuscato il cielo. Dalla sera del 21 il flusso umido è risultato a tratti instabile, producendo per lo più piovaschi misti a sabbia su buona parte dell'Isola. Sul settore ionico, tra versante orientale dell'Etna e dei Peloritani, il fenomeno dello Stau ha prodotto precipitazioni orografiche più consistenti giungendo a cumulare oltre 30 mm nei pressi di Linguaglossa. La ripresa del campo barico ha permesso il 23 una decisa attenuazione dei venti ed il ritorno a cieli in prevalenza poco nuvolosi, pur restando attivo il flusso meridionale che ha mantenuto nell'atmosfera un'elevata presenza di polveri desertiche. La prevalente assenza di nubi ha permesso nei giorni successivi un progressivo rialzo termico, più marcato sui settori occidentale e meridionale, e la persistenza di valori più elevati sul versante tirrenico. Il 25 si sono così ampiamente superati i 30 °C sia su diverse aree del settore tirrenico, sia sul settore meridionale, con un picco di 32,6 °C a Santa Croce Camerina (RG). Un flusso relativamente fresco sul settore ionico ha tuttavia creato a tratti annuvolamenti con piovaschi sparsi, arrivando anche allo sviluppo di brevi fenomeni convettivi sul settore ibleo, come nel caso di una breve grandinata registrata a Giarratana (RG). Lo spostamento verso Est di una saccatura atlantica attiva sulla Penisola ha determinato il 27 una rapida rotazione dei venti da Settentrione, determinando così un rapido riallineamento delle temperature ai valori medi stagionali, avviando anzi il 28 un ulteriore calo che fino a fine mese ha mantenuto valori inferiori alle medie, in un quadro di stabilità e di assenza di fenomeni. In sintesi, il mese si è contraddistinto per le frequenti situazioni di instabilità, che si sono tuttavia tradotte in accumuli pluviometrici modesti, per lo più inferiori alle medie, utili tuttavia a mitigare la siccità a breve termine che rischiava di danneggiare seriamente le coltivazioni di cereali e foraggi. Solo sul settore ionico i totali mensili hanno localmente superato i 100 mm, con una punta di 165 mm registrata sul versante orientale dell'Etna, mentre la maggior parte del territorio regionale ha fatto registrare accumuli compresi tra 30 e 70 mm, con aree limitate con valori inferiori a 30 mm. Le temperature si sono caratterizzate per la prevalenza di periodi più freschi della norma, anche se le medie mensili risultano in linea con i valori climatici a causa delle breve ma intensa fase calda che ha caratterizzato la terza decade del mese. span>

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